Finmeccanica cambia "genere": in futuro è Leonardo con l'aumento dell'utile

17 marzo 2016 ore 14:30, Luca Lippi
Finmeccanica cambia il nome, è stato reso noto durante il consiglio comunale aperto a Semarate, una riunione specificatamente dedicata al colosso industriale pubblico più importante d’Italia. Dunque cambia genere anche lei? Da un nome femminile a un nome maschile, precisamente Leonardo, il genio italiano che, invero, si addice molto all’azienda partecipata al 40% dal Tesoro che è anche l’azionista di maggioranza.

Finmeccanica cambia 'genere': in futuro è Leonardo con l'aumento dell'utile
Il bilancio fa registrare un utile netto di 527 milioni, migliora l'indebitamento, più nello specifico Finmeccanica ha chiuso l'esercizio 2015 con un Ebitda di 1,9 miliardi di euro (è un indicatore utilizzato per calcolare il risultato operativo di un'azienda, partendo dall'utile lordo, togliendo le imposte, gli ammortamenti, i deprezzamenti e gli interessi dell'azienda. Se i costi saranno maggiori dei ricavi, si avrà una perdita, rispettivamente se figureranno dei ricavi maggiori dei costi, si avrà un utile), +19% rispetto al 2014, e un risultato netto positivo per 527 milioni di euro, 26 volte superiore rispetto ai 20 milioni del 2014. Crescita più contenuta per il fatturato, salito dell'1,8% a 12.995 milioni di euro. In calo l'indebitamento che, attestatosi a 3.278 milioni di euro, segna un -17% rispetto ai 3.962 milioni del 2014. All'Assemblea degli azionisti sarà proposta la modifica della denominazione sociale in Leonardo. Per il 2016 è prevista "una ulteriore crescita della redditività e della generazione di cassa, che permetterà di ridurre l'indebitamento a circa 3 miliardi di euro, anticipando di un anno l'obiettivo". 
Insieme al nuovo nome verrà sottoposto ai soci il bilancio che vede un calo degli ordini, elicotteri in particolare, a una crescita del fatturato grazie soprattutto all’elettronica per difesa e sicurezza. Il bilancio chiude con un utile netto di 527 milioni di euro, risultato dovuto anche alla vendita del settore trasporti (Ansaldo Breda e Ansaldo sts) ai giapponesi.
Il portafoglio ordini è a quota 28,7 miliardi, sostanzialmente invariato, i ricavi ammontano a 12,99 miliardi di euro facendo segnare un +1,8% rispetto al bilancio del 2014, risultato dovuto all’effetto favorevole dei tasis di cambio). L’indebitamento netto scende sensibilmente a 3,27 miliardi (-17%) grazie alla vendita delle Ansaldo, l’azienda fa sapere che: “I risultati del 2015 confermano il significativo miglioramento del gruppo sotto il profilo economico e finanziario rispetto all’esercizio precedente, in linea con quanto già evidenziato nei 3 trimestri. Il risultato netto ordinario, ottenuto depurando il risultato dalla plusvalenza rilevata sulle cessioni nel settore trasporti, risulta 17 volte superiore a quello del 2014”.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]