A Parigi torna la paura, 4 arresti per terrorismo? No, "attacco imminente"

17 marzo 2016 ore 11:13, Americo Mascarucci
Incubo terrorismo a Parigi: quattro arresti per "un attacco imminente"
Quattro persone sono state fermate all'alba di ieri nella diciottesima circoscrizione della capitale francese e nella banlieue di Saint-Denis. 
Sono sospettate di voler compiere un attacco imminente. Secondo i media transalpini, si tratta di tre uomini e una donna. Due degli arrestati sono due fratelli francesi di origine turca, Aytac e Ercan. Il terzo, Youssef, l’elemento considerato più pericoloso, è un francese islamista radicale già noto ai servizi antiterrorismo. 
A far scattare l'operazione, la figura altamente sospetta di Youssef E., che gli inquirenti definiscono "un veterano" del jihadismo, già condannato a 5 anni. 
Ventotto anni, franco-marocchino, da anni adepto dell'islam radicale, Youssef - che si faceva chiamare con il nome di battaglia di Abu Sayed - è sotto torchio in queste ore negli uffici dei servizi francesi, che hanno a disposizione 96 ore di fermo prima di trasformare il provvedimento in arresto. Gli altri due uomini fermati - fra il 18/o arrondissement di Parigi e Saint-Denis - sono due fratelli, Aytac ed Ercan B, di origini turche. Con i tre uomini c'è la compagna di Youssef, il cui principale misfatto sembra per ora essere quello di aver dato con il marito il nome di "Jihad" alla loro figlia.  

A Parigi torna la paura, 4 arresti per terrorismo? No, 'attacco imminente'
Il ministro dell'Interno Bernard Cazaneuve ha cercato di smorzare gli allarmismi spiegando che i "controlli sono ancora in corso". Il Ministro ha chiesto "di mantenere un'estrema prudenza a proposito delle informazioni circolanti su un atto imminente", evitando di parlare di "attentato in procinto di essere realizzato". 
Fonti riservate della polizia, del resto, avevano già smentito che i quattro preparassero un vero e proprio assalto terroristico, limitandosi a definirli "d'interesse investigativo". Uno comunque è ai domiciliari.  
Tutti erano già stati tutti posti sotto sorveglianza in vista di un "possibile piano d'attacco", la cui effettiva pericolosità non avrebbe comunque trovato conferma. Durante la perquisizione sono stati sequestrati computer e file informatici. 
Il percorso di Youssef è tale da aver allertato le autorità: a decidere di partire per la "guerra santa" lo aveva convinto il numero 1 dei reclutatori in Francia, Omar Omsen, espertissimo di informatica. Da Nizza, Omsen - morto in Siria nel 2015 - ha convinto decine e decine di giovani francesi, attraverso il web, a trasformarsi in combattenti. Fonti dei servizi fanno sapere stasera che fra Omsen e Youssef c'è stato anche un incontro, proprio a Nizza. Ma Youssef era arrivato ad Omsen attraverso un altro "ispiratore", l'autoproclamato imam di Nantes, Mohamed Achamlane, fondatore del gruppuscolo radicale Forsane Alizza (sciolto nel 2012 per ordine del ministero dell'Interno), di cui resta un video in cui brucia in un parcheggio il codice penale francese. 
Il presidente François Hollande si è appellato "alla massima vigilanza poiché il livello della minaccia rimane elevato".


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