Intervento in Libia: al Sisi propone soluzione interna e allerta l’Italia sui rischi

17 marzo 2016 ore 11:59, Luca Lippi
Il presidente egiziano ammonisce il governo italiano e lo mette in guardia dai rischi di un intervento in Libia: “Voglio essere molto sincero, perché l'Italia è un paese amico dell'Egitto ed entrambi siamo molto interessati alla sicurezza nel Mediterraneo. Prima di tutto bisogna chiedersi: qual è la exit strategy?".

Intervento in Libia: al Sisi propone soluzione interna e allerta l’Italia sui rischi
È quanto emerge da un’intervista rilasciata da  Abdel al-Fattah al Sisi La Repubblica, nella quale il presidente valuta gli interventi in Libia come rischiosi: “che rischia di portarci in una situazione che può sfuggire di mano e provocare sviluppi incontrollabili".
Al Sisi cerca di alzare l’attenzione ricordando quello che accadde in Somalia e in Afghanistan: "Lì ci sono stati interventi stranieri più di trent'anni fa e quali progressi sono stati raggiunti da allora? I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la storia parla chiaro. E in ogni caso è molto importante che ogni iniziativa italiana, europea o internazionale avvenga su richiesta libica e sotto il mandato delle Nazioni Unite e della Lega Araba", aggiunge poi la sua personale non solo sulla exit strategy ma anche sul dopo intervento: "Perché un intervento esterno abbia successo è necessario che riesca a farsi carico di tutti gli aspetti della vita del paese". 
Dal lato egiziano Al Sisi conferma ogni sforzo necessario al raggiungimento di un governo unitario, ma soprattutto al Sisi ricorda che l'intervento occidentale non è l'unica opzione possibile: "Ci sono risultati positivi che si possono raggiungere sostenendo l'Esercito nazionale libico" segnala l’impiego del generale Haftar che "può fare il lavoro molto meglio di chiunque altro, meglio di ogni intervento esterno che rischia invece di portarci in una situazione che può sfuggire di mano e provocare sviluppi incontrollabili".       
Infine, al Sisi denuncia un errore di valutazione prospettica circa la situazione libica: "Guardano alla Libia come se l'Isis fosse l'unica minaccia: no, non è la sola incarnazione del pericolo, è un errore grave concentrare l'attenzione solo su questa formazione. Dobbiamo capire che la minaccia è nell'ideologia estremista che chiede ai propri seguaci di uccidere chi è fuori dal gruppo e bisogna essere consapevoli del fatto che abbiamo davanti sigle differenti con la stessa ideologia”.
Tuttavia una decisione si deve prendere nell’immediato, se sarà concordato un aiuto al generale Haftar, come auspica al Sisi, questo deve comunque essere tempestivo, e quindi tempestiva deve essere qualunque altra azione, discutibile o meno!

autore / Luca Lippi
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