Impronte digitali, Fusaro: "Alfano usa il modello post-Twin Towers. E' un pretesto..."

17 marzo 2016 ore 12:53, Lucia Bigozzi
“Alfano non mi stupisce: è allineato col modello atlantista il cui metodo di governo sul piano geopolitico è restringere le libertà in nome della sicurezza e sul piano sociale togliere diritti e imporre la flessibilità”. Analisi impietosa che Diego Fusaro, filosofo, dispiega e approfondisce nella conversazione con Intelligonews sui due temi ‘caldi’: migranti e terrorismo internazionale. 

Il ministro Alfano annuncia che le impronte digitali ai migranti saranno prese anche con il ricorso alla forza. Cosa è cambiato? Il capo del Viminale non è più lo stesso di prima?

«Io non ho mai avuto interesse per i nostri politici italiani, a destra come a sinistra. Quello che posso dire sul piano generale, è che non mi stupisco, perché quello che vediamo dispiegarsi è ciò che chiamo ‘il paradigma securitario’, cioè tu crei una situazione di emergenza che a sua volta crea pericolo per la sicurezza e poi in nome della sicurezza restringi le libertà. Come? Imponi controlli e fai accettare alla gente ciò che in una condizione normale non accetterebbe; e quindi le impronte digitali e altre azioni. E’ il modello post-Twin Towers e lo si fa perché viene usato il dogma della sicurezza per togliere la libertà. Il concetto è: sarete più sicuri ma meno liberi. E questo riguarda il versante politico e geopolitico, mentre sul piano sociale è un metodo di governo per togliere diritti e imporre flessibilità. Non mi stupisco che Alfano si rilevi totalmente allineato col modello atlantista del quale è rappresentante»

Tuttavia l’imponente flusso dei migranti non si arresta ed è un problema con cui fare i conti. In che modo secondo lei?

«Non c’è dubbio, ma il modello che si prefigura adesso sarà in prospettiva quello di prendere le impronte digitali a tutti noi. In sostanza, viene usata questa cosa delle impronte digitali ma il modello finale è estenderle a tutti, come già accade in America quando si arriva in aeroporto. E’ un modello di controllo totale; per questo dico sempre che oggi il capitale non vuole integrare i migranti ma vuole rendere noi come loro; ricattabili, controllati con le impronte digitali, puri schiavi alle dipendenze del nuovo signore capitalistico». 

Come legge la chiusura di Juncker alla Turchia? Che senso ha? E’ la conferma che l’Europa riconosce il ruolo ambiguo del governo turco?

«Penso che se vogliono escludere la Turchia è perché ci sono dietro interessi economici. Lo stesso motivo per cui hanno introdotto i Paesi dell’Est e questo serve per abbattere il costo della forza lavoro in tutta Europa. Questi signori ragionano non sulla base di interessi culturali e politici ma solo seguendo quello che Dante chiamava i “sùbiti guadagni”»

Dalla Francia e Bruxelles con l’imponente caccia ai terroristi in fuga che ha fatto ripiombare il Belgio nel terrore: cosa c’è dietro? Nuova tensione per una nuova minaccia terroristica o la matrice è la stessa degli attentati di Parigi? 

«Sollevo un dubbio: io queste cose le ho viste sugli schermi televisivi come forma di narrazione; non so se corrispondono alla realtà o meno. Personalmente, sono convinto che questa storia del terrorismo serva a distogliere lo sguardo rispetto ai problemi di quello che io chiamo ‘conflitto di classe’; ovvero il conflitto tra alto e basso, tra signori e schiavi, tra vertice e base della piramide; quindi un grande strumento di distrazione e lobotomizzazione delle masse»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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