Dopo Spotlight arriva al cinema Truth: giornalisti coraggiosi ma sprovveduti

17 marzo 2016 ore 12:59, Americo Mascarucci
Arriva nelle sale oggi, 17 marzo, Truth dell’esordiente James Vanderbilt.
Il film racconta la controversa vicenda che portò alla messa in onda, la sera dell’8 Settembre 2004, dell’inchiesta riguardante il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in particolare la sua permanenza nella Guardia Nazionale Aerea negli anni della guerra del Vietnam. 
Il servizio giornalistico fu prodotto da Mary Mapes interpretata da Cate Blanchett affiancata dall'anchorman Dan Rather interpretato da Robert Redford. L'inchiesta ovviamente suscitò scandalo per le pesanti accuse nei confronti del Presidente, che secondo la tesi di Mapes avrebbe ottenuto l’ingresso nella Texas Air National Guard grazie a un favore e con lo scopo di evitare la partenza per il Vietnam. In seguito si sarebbe fatto trasferire presso l’Alabama Air National Guard dal quale, secondo documenti forniti alla redazione, egli risultava assente.
Un film che punta ad esaltare il giornalismo d’inchiesta, quello che non si ferma davanti a nulla e che è pronto a sfidare senza se e senza ma ogni potere pur di far emergere la verità sui fatti. 

Dopo Spotlight arriva al cinema Truth: giornalisti coraggiosi ma sprovveduti
Truth arriva nelle sale cinematografiche dopo Spotlight il film del regista Tom McCarthy che ripropone la storia del team di giornalisti che con grande coraggio e fra mille difficoltà riuscirà a portare alla luce lo scandalo degli abusi su minori ad opera di sacerdoti incardinati nella diocesi di Boston.
Tuttavia Truth sembra voler mettere in luce quanto sia stato difficile e realmente rischioso il lavoro della Mapes che ad un certo punto si ritrovò scaricata dalle fonti che le avevano passato le informazioni sensibili e quindi del tutto priva di prove da presentare in tribunale per dimostrare la veridicità delle accuse lanciate. 
L’inchiesta costerà cara alla fine ai giornalisti che si ritroveranno soli e vittime della loro fallibilità. Saranno condannati e licenziati dall'emittente televisiva. Perché, se è vero che il regista non ha dubbi sul fatto che l’inchiesta fosse vera non nasconde gli errori della Mapes nel condurre un'inchiesta che forse avrebbe avuto bisogno di maggiore accuratezza e scrupolosità.
Truth dimostra come, oggi più che mai, il giornalismo sia uno strumento estremamente vulnerabile, minacciato non soltanto dal potere, ma anche dalla commistione fra le opinioni e i fatti. Un giornalismo dunque "drogato" che sembra sempre più oscurare quel giornalismo d'inchiesta comodamente e convenientemente eluso. 
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