Meloni candidata, Cappellini (Lega): “Partito ormai il modello Le Pen. Silvio solo un alleato"

17 marzo 2016 ore 16:18, Lucia Bigozzi
“Giusta l’irritazione di Salvini per le gaffe di Bertolaso; non sarà lui a fare un passo indietro ma la situazione su Roma è fluida”. Usa la prudenza di chi prova a trovare la quadra per la corsa in Campidoglio, ma i temi e gli obiettivi sono chiarissimi per Cristina Cappellini, assessore in Regione Lombardia ed esponente di punta della Lega dell’era Salvini. Nella conversazione con Intelligonews anticipa come sarà il centrodestra 3.0. Che “è già qui”. 

Cosa ha portato a questa spaccatura? Di chi è la colpa?

«Secondo me hanno influito molto l’atteggiamento e le dichiarazioni di Bertolaso all’indomani della sua investitura a candidato sindaco di Roma».

Si riferisce alle dichiarazioni sui rom?

«Direi a tutta una serie di gaffe che se fossi stata io Salvini, non avrei digerito. Oltretutto, non ci sono stati molti tentativi di rimediare alle gaffe commesse e da questo punto di vista capisco anche l’irritazione del mio segretario federale. Devo dire però che la situazione mi sembra ancora aperta, fluida. Vedremo se la Meloni confermerà al sua candidatura. So che in queste ore ci sono contatti tra Salvini, Berlusconi e Meloni: è tutto in divenire».

Sì ma se ci sarà una ricomposizione, va da sé che qualcuno deve fare un passo indietro. A chi tocca?

«Per quanto riguarda la candidatura di Bertolaso non penso proprio a passi indietro da parte di Salvini, anche considerano le sue ultime dichiarazioni. Dico che se tutti quanti facessero un passo indietro, penso che almeno si potrebbero creare le condizioni per poter tornare a discutere. Vedremo nelle prossime ore, ripeto: la situazione cambia di ora in ora»

Comunque vada, è il segnale che Berlusconi è “morto” politicamente?

«In questo momento Matteo Salvini ha un peso forte all’interno del centrodestra: è il leader che ha portato al Lega al 15 per cento e secondo alcuni sondaggi anche al 16 per cento; quindi penso che sia un alleato del quale Berlusconi deve assolutamente tenere conto perché la leadership del centrodestra è Salvini e la Lega. Poi c’è la partita su Milano dove, invece, non ci sono spaccature e la coalizione è compatta attorno alla candidatura a sindaco di Parisi sul quale non c’è mai stato alcun dubbio. Credo che Milano e Roma rappresentino il paradigma di due situazioni diverse ma più che altro per il profilo dei candidati a sindaco. Nel capoluogo lombardo stiamo facendo in maniera convinta una campagna elettorale in maniera serrata, capillare e rumors dell’ultimora dicono che tra Parisi e Sala le posizioni si stanno assottigliando; dunque tra i due sarà un bel testa a testa»

Che modello di centrodestra sta nascendo? Ci sono i presupposti per un nuovo schieramento di respiro europeo a marca lepenista?

«Certamente. Ieri a Milano abbiamo avuto Marion Le Pen che è venuta a trovarci in Regione Lombardia e ha partecipato a un incontro incentrato sulla difesa della famiglia tradizionale e su altri temi su cui la Lega e il Front National portano avanti una battaglia comune sul piano culturale e identitario. In Europa si sta formando un gruppo compatto tra Lega e Front National presente in parlamento europeo e tenuto a battesimo di recente, proprio a Milano, da Marine Le Pen. C’è una convergenza importante sui temi quali l’Europa dei popoli, l’immigrazione, e i valori identitari che sta sempre più prendendo piede anche in altri Paesi. Da noi esiste già una collaborazione».

Che però non contempla la presenza di Berlusconi?

«Berlusconi con Forza Italia sta nel Ppe, ma nulla vieta di essere alleati»
autore / Lucia Bigozzi
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