Lula ministro per poche ore: lo stop del Tribunale è merito della piazza?

17 marzo 2016 ore 17:08, Luca Lippi
Nominato e già decaduto. Succede in Brasile, l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva si è insediato oggi come ministro a capo del gabinetto di governo in una cerimonia segnata da proteste e grida di approvazione. Mentre la presidente Dilma Rousseff lodava il suo predecessore, definendolo uno dei maggiori leader politici del paese, i deputati e i senatori del Partito dei lavoratori lanciavano grida di sostegno: "Lula guerriero del popolo brasiliano", e "il golpe non ci sarà".
Ma c'è stato anche un deputato dell'opposizione, Major Olímpio, del partito Solidariedade, che si è messo a gridare "vergogna" ed è stato portato via dalla sicurezza. Intanto, davanti alla sede della presidenza della Repubblica a Brasilia, la polizia è intervenuta per mettere fine a violenti scontri fra sostenitori e avversari di Lula. (f.te adnk)
Polemiche e proteste contro la nomina di Lula, con manifestazioni in tutto il paese, sono state ulteriormente alimentate dalla diffusione di una intercettazione telefonica fra Lula e la Rousseff dalla quale si evince che l'incarico serve ad evitare che l'ex presidente sia arrestato.

Lula ministro per poche ore: lo stop del Tribunale è merito della piazza?
Lula è coinvolto nell'inchiesta per corruzione nello scandalo dell'ente petrolifero Petrobras, di cui non stiamo ora a specificare i termini, quello che dobbiamo sottolineare è che pochi minuti fa che al giuramento da Primo Ministro è seguita una sentenza provvisoria del giudice federale brasiliano Itagiba Catta Preta Neto, del 4/o tribunale del Distretto federale, che sospende la nomina dell'ex presidente della Repubblica, Luiz Inacio Lula da Silva, a ministro della Casa civile.
Ovviamente in Brasile la legge prevede che non si possano ricoprire cariche pubbliche qualora vi fossero precedenti giudiziari a carico, e per questo motivo è stata comminata una sentenza provvisoria, allo scopo di rendere illegittima la carica istituzionale dell’ex presidente, tuttavia la posizione di Lula è quella di indagato e non di condannato. Ora il governo della presidente Dilma Rousseff può fare ricorso contro la sospensione, ma c’è l’intercettazione che è un complicato intralcio.
In Italia ci sono stati casi piuttosto eclatanti al riguardo, vedi Lupi che si dimette al semplice sospetto di essere al centro di una questione poco limpida, di contro c’è la questione del Ministro Boschi che invece non intende lasciare la carica seppure nella medesima posizione di Lupi, in un caso il figlio nell’altro il genitore; per non ignorare la questione che è stata agli onori delle cronache e che è già stata dimenticata che ha riguardato il governatore della regione Campania De Luca.
Insomma laddove la dabbenaggine farebbe processare l’evento con il più becero “tutto il mondo è paese” dov’è la sottile linea che separa la protervia dal buonsenso? 

autore / Luca Lippi
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