Meloni, Furlan (Fi): “Silvio non è morto. Giorgia e Salvini da 20 anni politici di professione"

17 marzo 2016 ore 16:52, Lucia Bigozzi
“Chi ha tradito? Non certo Bertolaso e non sarà lui a fare un passo indietro su Roma”. Quanto basta per capire il livello di irritazioni nelle file di Forza Italia dopo la mossa di Salvini e Meloni. Simone Furlan, leader dell’Esercito di Silvio non le manda a dire nell’intervista con Intelligonews. 

Cosa ha portato a questa spaccatura? Di chi è la colpa?

«Io credo che purtroppo sia in atto una battaglia per quella che viene considerata la successione o presunta tale nei confronti di Berlusconi. Penso dunque che in mezzo non ci siano le problematiche di Roma, quanto tutta una visione politica di Salvini alla quale la Meloni di fatto si è un po’ prestata. Entrambi hanno preferito fare una battaglia per mettere in difficoltà il presidente Berlusconi»

Sì’ ma il risultato è che se anche Flavio Tosi conferma la corsa al Campidoglio, il centrodestra va al voto con quattro candidati. A chi tocca fare un passo indietro?

«E’ una cosa assurda: abbiamo fatto come Tafazzi, anche perché col disastro fatto dalla sinistra a Roma con Marino e anche con i suoi precedessori, c’era un’autostrada e invece, si stanno verificando le condizioni perfette per far andare al ballottaggio i 5S e il Pd. Temo poi che vi sia un errore di fondo da parte di chi ancora una volta, pensa che Berlusconi sia arrivato al capolinea: ecco chi pensa questo, sta facendo un errore di calcolo»

A destra c’è chi sostiene che comunque vada Berlusconi è “morto” politicamente: è così?

«Assolutamente no. Chi come me ha la fortuna di sentire il presidente Berlusconi regolarmente, sa perfettamente che mai come adesso è carico: ha in testa un obiettivo molto preciso e chiaro in funzione delle scelte politiche da assumere. Per quanto concerne Roma, mi auguro che qualcuno faccia un passo indietro ma onestamente questo qualcuno non può essere Bertolaso e per un semplice motivo…».

Quale? 

«Salvini e Meloni avevano firmato insieme a Berlusconi un documento congiunto sulla candidatura di Bertolaso. Io faccio l’imprenditore e la cosa più importante che ho è la parola data. Se in politica vale lo stesso, è evidente che chi ha tradito la parole non è Berlusconi. Ai romani vorrei chiedere a chi, in caso di calamità naturale, vorrebbero affidare la loro sicurezza, a Bertolaso che ha fronteggiato emergenze ambientali e geoclimatiche con successo, o a un politico di professione?».

A chi si riferisce? 

«Beh, Salvini fa politica da una vita e la Meloni da almeno vent’anni e non mi pare abbia fatto altro lavoro. Bertolaso, invece, è sempre stato un uomo del fare: non è un’offesa nei confronti degli altri, bensì la migliore opportunità per assumere il governo di una situazione disastrosa come quella di Roma»

Che modello di centrodestra sta nascendo? Ci sono i presupposti per un nuovo schieramento di respiro europeo a marca lepenista?

«Credo che in Italia ci sia lo spazio perché dopo il vuoto lasciato dalla destra storica italiana e per piccola parte riempito dalla Meloni, si configuri un movimento populista e lepenista, ma non va dimenticato che il popolo italiano è moderato e rappresenta quella parte centrale che non dobbiamo spingere verso Renzi, bensì va creata una offerta politica intelligente che possa portare i moderati delusi in un centrodestra unito. Poi che ci siano due movimenti, uno più radicale e l’altro moderato non è un problema. Anche se, le elezioni si vincono al centro»

Cosa bolle nella pentola dell’Esercito di Silvio?

«In queste ore abbiamo detto a Berlusconi di essere pronti su Roma per fare una lista a supporto di Bertolaso pur di andare a conquistare consensi nell’area del non voto che si riconosce nella componente moderata. Noi dobbiamo uscire forti e dimostrare che Berlusconi, ancora una volta, ha visto giusto»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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