La realtà virtuale può curare la depressione

17 novembre 2014 ore 10:06, Micaela Del Monte
La realtà virtuale può curare la depressione
Un avatar per combattere la depressione.
La realtà virtuale è da tempo in uso come terapia per sconfiggere sia le fobie che il disturbo da stress post-traumatico, ma è la prima volta che si prova ad usare avatar e realtà "immersiva" per insegnare a soggetti iper-critici con se stessi e con scarsa autostima, ad amarsi e accettarsi, perdonandosi anche errori e, piccoli o grandi che siano, fallimenti. L'idea è stata sviluppata da un team di psicologi della University College di Londra, dell'Università di Barcellona e dell'Università di Derby. Lo studio è stato in oltre pubblicato sulla rivista Plos One.

Gli psicologi hanno individuato nell'ipercriticismo verso se stessi il motivo della persistenza della depressione, si comincia a volersi bene e ad accettarsi. Gli esperti hanno testato la terapia su 43 donne con scarsa autostima, assegnando loro un avatar duplice, sia nei panni di un adulto sia in quelli di un bambino.  Nel dover calarsi nei panni delle due costruzioni virtuali di sé simulando un’interazione tra un adulto e un bimbo capriccioso e sofferente, le donne sono risultate commosse, disposte all’ascolto, alla comprensione, al perdono. Anche quando hanno osservato il loro comportamento dall’esterno, nei panni di un terzo personaggio virtuale.

Riflettendosi in questo specchio virtuale nel giro di pochissime sedute di terapia, le donne imparano da una parte a smettere di autoaccusarsi e dall'altra ad amarsi e perdonarsi.

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