Napolitano scrive e difende Monti. Tutti i messaggi da quando non è Presidente

17 novembre 2015 ore 7:38, Andrea De Angelis
Napolitano scrive e difende Monti. Tutti i messaggi da quando non è Presidente
Si avvicina il primo anniversario di Sergio Mattarella al Quirinale. L'attuale Presidente della Repubblica prese il posto di Giorgio Napolitano, Capo di Stato per nove anni. Un inedito nella storia della Repubblica Italiana. 

In molti parlarono di "eccessivo interventismo" da parte di Napolitano nella politica interna, al punto che sulla stampa venne definito da più di un quotidiano "Re Giorgio". Lui si è sempre difeso dicendo di agire nei limiti della Costituzione che, come noto, disciplina i poteri della massima autorità repubblicana. 
Pure lontano dal Quirinale (anche se geograficamente è vicino, visto che la sua casa si trova a rione Monti, meno di un chilometro dal Colle) Giorgio Napolitano continua a farsi sentire con interventi sì sporadici, ma densi di significato

Interpretazioni in chiave "complottistica" del ruolo di Giorgio Napolitano nella formazione del governo Monti sono "ridicolmente strumentali". Lo scrive lo stesso presidente emerito della Repubblica, in un messaggio inviato al convegno "Il governo Monti quattro anni dopo: quale rapporto tra tecnici e politica?", organizzato dalla Luiss School of government.
Napolitano scrive che tutti i passi "vennero da me compiuti nel più scrupoloso rispetto delle norme e delle prassi costituzionali e in un clima di seria, comune assunzione di responsabilità da parte del più ampio arco di partiti e gruppi parlamentari, come poi dimostrarono le votazioni sulla fiducia al governo Monti in entrambe le Camere". In una situazione che si era fatta "via via sempre più drammatica per l'Italia", ricorda l'ex capo dello Stato, dalle consultazioni era emersa "l'impossibilità di un accordo politico e di governo per la formazione di un nuovo esecutivo" e "non mi restò che rivolgermi a una personalità di competenza e di prestigio anche europeo, di assoluta indipendenza da qualsiasi parte politica".
"Questa è la prima volta - scrive Napolitano - che torno su queste vicende per contribuire alla riflessione in una sede che so essere incontestabilmente seria e disinteressata. Non ho invece ritenuto degne di commento o di replica le presunte ricostruzioni in chiave 'complottistica' del periodo 2011-2013, che sono state messe in circolazione con dovizia di mezzi pur risultando grossolanamente manipolative e mistificatorie dei fatti realmente accaduti e palesemente, perfino ridicolmente, strumentali".

Napolitano scrive e difende Monti. Tutti i messaggi da quando non è Presidente
Come dicevamo ci sono stati altri interventi di Napolitano nel corso di questi mesi lontani dal Quirinale. 
Ricordiamo ad esempio la lettera scritta al Corriere della Sera lo scorso agosto. “Un punto fermo è stato ormai posto con la netta riaffermazione da parte della presidente Finocchiaro della scelta già compiuta in ambedue i rami del Parlamento e da cui non è pensabile si torni indietro. La scelta è quella della natura del nuovo Senato con cui si intende porre termine alla stortura storica del bicameralismo paritario, dando vita a un Senato che rappresenti le istituzioni territoriali”, scriveva il presidente emerito. E alle opposizioni: "Non si sovrappongano a un confronto che resti nei limiti di una doverosa responsabilità comune, contrapposizioni politiche distruttive e puri artifizi polemici”.

Il mese dopo, però, arrivò anche un messaggio a Renzi. Senza mai citarlo, Napolitano sembra proprio parlare a lui quando, in occasione del trigesimo di Renato Zangheri, disse: "Anche se si è attraversato periodi di evoluzione e trasformazione profonda, non si può cancellare il proprio dna o conservarne una traccia sbiadita, anche se si tratta di un partito che ha più radici, come ha più radici il Pd".

Non sono mancati poi altri messaggi, compresi gli interventi al Senato


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