Parigi, Margelletti (Ce.Si): “E' stata un'operazione militare. Sì a 180mila uomini in missione da combattimento"

17 novembre 2015 ore 11:34, Lucia Bigozzi
Parigi, Margelletti (Ce.Si): “E' stata un'operazione militare. Sì a 180mila uomini in missione da combattimento'
“Siamo di fronte a un’operazione militare non a un singolo attacco terroristico. Tutti sanno cosa bisognerebbe fare, tuttavia manca la forza e la volontà per farlo”. Andrea Margelletti lo va ripetendo da mesi e dopo la strage di Parigi lo conferma nella conversazione con Intelligonews direttamente dal Pakistan dove è impegnato in una serie di incontri istituzionali con le realtà pachistane. Un viaggio preceduto solo di pochi giorni da quello in Iran con le stesse finalità. Il presidente del Ce.Si (Centro Studi Internazionali) non ha dubbi: “L’unica alternativa è una missione militare molto grande, con 180mila uomini che vadano lì a distruggere quelli dell’Isis”. 

Da tecnico, secondo lei chi è che in questa fase sta più sul pezzo, chi sta inquadrando meglio di tutti il problema?

«Il problema non è tecnico ma politico. Strategicamente, tutti sanno quali sono le dinamiche, poi la scelta di come affrontarle è una scelta di responsabilità istituzionale, non di polizia o di difesa».

Qual è secondo lei la strategia giusta in questo momento?

«Il presidente Hollande ha chiamato terroristi gli uomini dell’esercito dell’Isis, ed è corretto. Purtroppo, però, quanto accaduto a Parigi non è solo un atto terroristico ma un'operazione militare e se è tale significa che non è condotta da semplici e singoli terroristi. Tutti sanno cosa bisognerebbe fare, tuttavia manca la forza e la volontà per farlo».

Sta parlando di un attacco di terra, cioè mettere gli scarponi in campo?

«Certo, ovviamente. Né l’esercito iracheno, né quello siriano sono minimamente in grado nei prossimi due anni di sconfiggere l’Isis. L’unica alternativa è una missione militare molto grande, direi enorme, con 180mila uomini non di supporto a interventi di pace bensì da combattimento, cioè che vada lì a distruggere quelli dell’Isis»

Il ministro Alfano ha parlato del pericolo di droni in azione su San Pietro in occasione del Giubileo, al punto da stabilire l’interdizione dello spazio aereo durante l’evento. Che rischio è?

«Molti si stanno focalizzando sui pericoli in vista del Giubileo. Mi lasci dire che ai terroristi che hanno agito in Francia non è venuto in mente di attaccare la cattedrale di Notre Dame e non è che a Parigi manchino le chiese. In realtà i terroristi cercano di colpire la nostra quotidianità per spaventare la gente e, purtroppo, lo sanno fare molto bene»

C’è poi la minaccia di cyber-attacchi, peraltro ribadita da Londra dal Cancelliere dello Scacchiere Osborne. Quanto è realistica e cosa dobbiamo aspettarci? 

«E’ una minaccia reale nel senso che sappiamo benissimo quanto le Reti siano vulnerabili anche da parte di semplici adolescenti particolarmente smart. L’Isis ha dimostrato le proprie capacità dal punto di vista della comunicazione e della propaganda in settori molto occidentali, come appunto la Rete e sono sicuro che avrà anche numerosi hacker dalla sua parte. Va tuttavia tenuto conto che per l’Isis è molto più pagante fare un attentato con attacchi stile Parigi, perché si sta mostrando al mondo di avere i propri soldati nel cuore dell’Europa e, soprattutto, questi soldati sono tutti europei. Io non so più come dirlo, lo vado ripetendo da mesi e se si va a riprendere le mie interviste a Intelligonews, troverà esattamente le stesse cose che le dico oggi»
autore / Lucia Bigozzi
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