Alla fine salta Belgio-Spagna di stasera: è a rischio la nostra libertà

17 novembre 2015 ore 14:49, Americo Mascarucci
Alla fine salta Belgio-Spagna di stasera: è a rischio la nostra libertà
I terroristi che hanno colpito Parigi nei giorni scorsi hanno vinto? Sembrerebbe di sì e nonostante i raid aerei francesi che continuano a bombardare le postazioni dell’Isis in Siria, è evidente come ormai i fondamentalisti ci abbiano di fatto “condannati alla paura”. 

Dopo la strage compiuta nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, la comunità internazionale era scesa in piazza a Parigi per sfidare i terroristi e lanciare un messaggio chiaro ed inequivocabile: “Non ci condannerete alla paura e sapremo combattervi”. Stavolta invece si ha tanto l’impressione che la paura abbia preso il sopravvento e che un po’ tutti si siano rassegnati a dover fare a meno della normalità. 
Anche nelle ore immediatamente successive alle stragi di Parigi si era sentita ripetere la solita fatidica frase: “La vita deve continuare, non ci dobbiamo rassegnare alla paura, sarebbe la loro migliore vittoria”. 
Per tutta risposta a Bruxelles, la partita di calcio amichevole Belgio-Spagna in programma stasera è stata annullata in seguito all'innalzamento del livello di rischio terrorismo, da due a tre. Lo scrive il sito online del quotidiano Le Soir. 
Il giornale ha pubblicato un messaggio via Twitter del Centro di crisi del ministero dell'Interno in cui si legge che «alla luce dell'innalzamento del livello di minaccia terroristica si raccomanda l'annullamento della partita in programma allo stadio Re Baldovino».
Ma come? La si dà vinta al terrorismo? La paura prevale sulla forza e la volontà di andare avanti e di non lasciarsi intimorire? Certo, se un evento è a rischio e potrebbe diventare occasione per nuovi attacchi terroristici meglio evitare che si svolga salvando la vita di tante persone altrimenti a rischio, ma nel contempo questa è anche la dimostrazione più evidente di come i terroristi siano riusciti a limitare la nostra libertà, impedendoci di andare allo stadio, ai concerti, nei teatri, nei luoghi di aggregazione dove più alto è il rischio del verificarsi di nuovi attentati. 
Purtroppo hanno vinto loro, quelli che vogliono promuovere una “strategia della tensione” universale costringendo tutto il pianeta a vivere costantemente nel terrore, nella paura, nell’incubo quotidiano di ritrovarsi i terroristi dentro i ristoranti, i centri commerciali, i cinema, i teatri, gli stadi, nelle piazze, nei luoghi simbolo, pronti a colpire improvvisamente contro tutto e contro tutti. 

E mentre noi per precauzione rinunciamo alle nostre libertà loro, i criminali vigliacchi che sparano senza preavviso contro persone non armate senza concedergli la possibilità di difendersi,continuano a minacciarci e a lasciar intendere che presto torneranno a colpirci. 
E contro questa strategia del terrore ci sentiamo tutti, indistintamente, disarmati e impotenti. Perché la paura alla fine è un sentimento che accomuna tutti, l’unico che forse è impossibile sconfiggere di fronte all’imprevedibilità, il punto di forza dei terroristi sanguinari.   

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