“Fai bei sogni” anche al cinema: Mastandrea diventa Gramellini

17 novembre 2016 ore 13:01, intelligo
Può una storia intima, seppur struggente, diventare narrazione in cui una platea vastam vastissima possa identificarsi? È stata questa la scommessa di Massimo Gramellini, che nel suo romanzo, Fai bei sogni, pubblicato nel 2012, ha raccontato la scomparsa della madre e il duro lavoro su se stesso di quel bambino, diventato poi giornalista e scrittore, per fare i conti con tale assenza. Ora quel libro, che ha avuto un grande successo, è diventato un film diretto da Marco Bellocchio, e così la scommessa è raddoppiata. 

“Fai bei sogni” anche al cinema: Mastandrea diventa Gramellini

La storia prende vita nella Torino del 1969, quando Massimo, bambino di nove anni affezionatissimo alla madre, si sveglia con un grande trambusto in casa: la madre ha avuto un attacco di cuore durante la notte, e viene portata in ospedale senza che il figlio riesca nemmeno a vederla. Questo, almeno, è ciò che viene raccontato al piccolo Massimo, che cresce con il peso di un grande lutto che non è mai riuscito a superare. Solo più in là negli anni, quando Massimo è diventato giornalista, la verità su quella scomparsa emergerà in tutta la sua forza.

Nei panni di Gramellini c'è l'attore Valerio Mastandrea, che si aggira, muto e accigliato, per una Torino in cui il protagonista ha cercato di colmare quella mancanza nell'animo con vari surrogati: la professione, il calcio, la religione. Anche se il talento controverso di Bellocchio, alle prese con la linearità narrativa e morale di Gramellini, ha lasciato in bocca a molti un sapore di incompiutezza, come se l'adattamento funzioni solo fino a un certo punto.

A.S.
autore / intelligo
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