Ue, Italia "a rapporto" sul debito. Viola il Patto: Manovra a rischio

17 novembre 2016 ore 10:45, intelligo
Bruxelles, Italia chiamata a rapporto per colpa del debito e a rischio violazione del Patto di Stabilità. La Manovra 2017 non convince, ma lo diranno ufficialmente a gennaio. Prima il voto del referendum. Ma il messaggio è chiaro: "Un peggioramento del saldo strutturale di 0,5% nel 2017 che, a fronte del miglioramento di 0,6% raccomandato dal Consiglio a maggio punta ad un rischio di deviazione significativa dall'obiettivo".
Ue, Italia 'a rapporto' sul debito. Viola il Patto: Manovra a rischio
Se verrà sancito che la legge di Bilancio non rispetta i requisiti del Patto sarà tutto da rifare, per ora le parole suggerite al governo come strada da percorrere per rimediare sono: "deviazione significativa" dall'obiettivo. Ma su terremoto ed emergenza migranti almeno la Ue sembra concedere un po' di spazio di manovra seppure con raccomandazioni serve l'avvio di una vera politica che gestisca il fenomeno. Certo, da sola l'Italia potrà fare poco. Infatti Bruxelles richiama l'Eurozona e per Padoan, il ministro all'Economia, è una "grande vittoria dell'Europa".
La realtà è diversa però dalle parole, il giudizio Ue appare più che economico, sembra politico: la Commissione non concederà troppa flessibilità ma non lo dice subito, e davvero non sembra più una questione di regole ma di regolamenti dei conti. 

Vale per l'Italia più che per gli altri. Da qui l'ultimatum a Roma: "Prendere le misure necessarie". Ossia torna all'austerità, che però nei giorni scorsi Renzi ha rifiutato come concetto con cui proseguire la politica Ue. Certo, l'Italia viste le previsioni di S&P prevede il pil sotto l'1% per tutto il periodo 2016-2018, e convincere Juncker e Co sarà difficile. Ricordiamo poi che c'era stato uno scontro verbale tra Renzi e proprio Juncker:  "L'Italia non smette di attaccare la Commissione, a torto - ha detto ai rappresentanti dei sindacati europei lui, la cui confederazione Etuc è guidata dall'italiano Luca Visentini - ma questo non produrrà i risultati sperati".
Parole che erano rimbalzate con forza fino in Italia, come una sorta di escalation di quello che ormai è un vero e proprio scontro tra Stivale e continente. Quella frase pronunciata la scorsa settimana dal premier non è piaciuta a nessuno. "Non posso far crollare le scuole per la stabilità europea", disse a  Milano, parlando del progetto Casa Italia sulla prevenzione del rischio idrogeologico. "L'Europa oggi ha sede a Norcia. E L'Italia non è la Bella Addormentata Ue", aggiunse polemico il premier.
Ma oggi parla lo squilibrio dell'economia italiana, le "sostanziali perdite nell'export", il debito, la crescita che non c'è. E qua le parole stanno a zero, come il voto che l'Italia rischia di prendere. 
autore / intelligo
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