Vibo Valencia, sesso a 50 euro con 15enne: tre arresti, anche un prete "spinto"

17 novembre 2016 ore 14:32, intelligo
Tre uomini e la prostituzione minorile. Sembra un film degli orrori lo scandalo di Vibo Valentia dove sono finiti agli arresti un prete di 35 anni, ex parroco di Zugri che sarebbe già stato sospeso "a divinis" da monsignore, un cittadino bulgaro, e un pensionato di Briatico. Sul bulgaro penderebbero i capi di accusa di "Prostituzione minorile" e "Corruzione di minorenne" mentre il parroco ed il pensionato dovranno probabilmente difendersi dall'accusa di "abuso di minore" e "sfruttamento di prostituzione minorile", almeno da quanto starebbe emergendo. Tutto comincia con un omicidio avvenuto a dicembre, poi l'apertura di indagini e le investigazioni, alla fine l'accusa di prostituzione minorile. A raccogliere le prove il Gip di Catanzaro, il quale, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare ai danni dei tre. Decisive sarebbero state le intercettazioni telefoniche. La Stampa riferisce che sarebbero "«sconcertanti» i contenuti delle telefonate del sacerdote. Per mesi lo hanno ascoltato mentre si lasciava andare a considerazioni «volgari e spinte», a commentare dimensioni e prestazioni dei suoi giovanissimi amanti". Più volte avevano tentato di coglierlo in flagranza e fermare gli abusi, ma non ci sono riusciti. Decisivo l'incontro con un ragazzo straniero di 15 anni pagato 50 euro, 30 al ragazzino e 20 al bulgaro, anche lui arrestato.
Vibo Valencia, sesso a 50 euro con 15enne: tre arresti, anche un prete 'spinto'
Le indagini, eseguite con il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro, competente per il reato di prostituzione minorile, e nello specifico del Procuratore capo, Nicola Gratteri, del Procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto e del sostituto Procuratore Debora Rizza, si erano concentrate dapprima sul cittadino bulgaro. L'uomo pare non esitasse a coinvolgere nelle prestazioni sessuali anche altri minori oltre al 15enne menzionato.
Alla fine risulteranno tutti ritenuti responsabili, a diverso titolo. Significativa la nota del vescovo che "invita paternamente la comunità ecclesiale diocesana, ferita dalla notizia, alla preghiera per le persone coinvolte, in primo luogo per le vittime minorenni, cui esprime vicinanza e solidarietà, e per il sacerdote stesso".
Poi aggiunge: "Si esorta la comunità diocesana a rimanere salda nella fede, consapevole che solo un cammino di grazia e santità può vincere il male".
autore / intelligo
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