Targhe bulgare sui camion (e non solo), così si truffa il codice stradale

17 novembre 2016 ore 12:55, intelligo

di Antonio Gaiani

Le norme del codice della strada? Sembrerebbe che non riescano a sanzionare i veicoli con targhe estere. Entrano nelle Ztl anche quando non dovrebbero, utilizzano le corsie preferenziali come se fossero strade normali non sanno cosa siano gli autovelox. Sono al riparo dalle infrazioni se non individuati; dovrebbero venire contestate immediatamente al momento della contravvenzione da parte dell’organo di polizia, ma non è sempre facile. Una volta sanzionate le auto o i camion con targa straniera, è difficile risalire al proprietario e notificare le richieste sanzionatorie. Molte polizie municipali si stanno attrezzando informaticamente creando database delle targhe e delle relative “storie” sanzionatorie. Per quanto riguarda le auto, la maggior parte sono residenti in Italia ma seduti su auto immatricolate all’estero. Ogni anno, in Italia, si stima ci siano quasi 15mila contravvenzioni non pagate proprio grazie a questo trucchetto.

Negli ultimi cinque anni c’è stato un aumento esponenziale delle targhe straniere in Italia.

Targhe bulgare sui camion (e non solo), così si truffa il codice stradale

Tutto questo perché ogni mezzo della Comunità Europea circola liberamente in tutti gli stati. Da qui l’escamotage è facile. Ci sono agenzie specializzate che fanno tutto, pare. Ti immatricolerebbero il mezzo, sia auto privata che camion ad uso commerciale, in uno stato Europeo dove l’assicurazione non è un salasso, dove non esiste il bollo di circolazione, dove non arriverebbero neanche le multe, così il fisco non verrà a sapere che il mezzo è di tua proprietà. Uno dei paesi più in voga è la Bulgaria. In Bulgaria l’assicurazione costa 10 volte meno che in Italia. Se si fa un giro nel web è facilissimo trovare queste agenzie. Peggio è quando si utilizzano prestanome o società fittizie,  per reimmatricolare il mezzo in uno dei paesi dell’est Europa, ma se si viene scoperti, la lista dei reati aumenta e il sequestro del bene è solo una prima conseguenza.

Ma ricordiamo che la procedura non è legale perché chi risiede in Italia non può immatricolare l'auto o il camion all'estero. Vediamo spesso dei fatti di cronaca: Tir che sfrecciano in tutta la penisola non curanti delle più banali ed elementari norme del codice italiano.E’ successo pochi mesi fa nell’autostrada della Cisa, ad esempio, un autista romeno si è accorto di aver sbagliato direzione in autostrada e in poche decine di secondi si è piazzato in corsia di emergenza, ha invaso tutta l’autostrada per effettuare una inversione a U e si è posizionato in mezzo alle due corsie per poi ripartire nella direzione opposta. Patente ritirata, sequestro del mezzo per 3 mesi e 8mila Euro di multa, ma qui la beffa: secondo l’articolo 135 del Codice della strada: ”Qualora il titolare della patente ritirata dichiari di lasciare il territorio nazionale, può richiedere la restituzione della patente stessa al prefetto”. Quindi l’autista è tornato a casa con la sua patente, è libero di circolare nelle strade europee ad eccezione dell’Italia. Ci sono anche dei dubbi sul fatto o no che la multa venga pagata.

Per quanto riguarda le modifiche del codice della strada ci sarebbero delle norme che si sono impantanate in Parlamento, denominate “pacchetto stranieri”, ma visto le urgenze di Governo sul referendum, dovremmo aspettare almeno fino al 4 di Dicembre.

VIDEO: Tir in autostrada effettua inversione ad U sull'autostrada A15 della Cisa

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