Che fine ha fatto Den Harrow?

17 novembre 2016 ore 13:57, intelligo
di Anna Paratore 

Tutti sanno che a questo mondo esistono i ghostwriter (tradotto dall’inglese testualmente “scrittore fantasma”), in pratica autori di professione pagati per scrivere libri, articoli, storie e pubblicazioni scientifiche o – in campo musicale – composizioni, che poi ufficialmente vengono attribuiti a un'altra persona. Il fenomeno è meno raro di quel che si pensa, e spesso ha visto coinvolti anche autori famosi. Ad esempio, Howard Phillips Lovecraft lavorò molto come ghostwriter. Oggi, però, noi vi raccontiamo di un fenomeno molto più raro, che potremmo definire ghostsinger, cioè qualcuno che mette la voce nelle canzoni che un altro sembra cantare…. Un po’ difficile da organizzare? Nemmeno troppo, ora vi spieghiamo come riuscirci senza troppa difficoltà.
 Al centro di tutta la storia, c’è un uomo che oggi la racconta più o meno così: “Mi chiamo Stefano Zandri però molti mi conoscono con il mio nome d’arte, un nome che mi venne appioppato 30 anni fa da Roberto Turatti e Miki Chieregato, due produttori di successo della Baby Records, che dopo avermi conosciuto in un locale dell’hinterland milanese mi proposero di diventare l'immagine del progetto Den Harrow ed io ragazzotto di bellissime speranze nato a Bresso, in provincia di Milano, a 20 anni accettai senza riserve”…
Che fine ha fatto Den Harrow?
Stefano Zandri nasce a Bresso il 4 giugno del 1962 figlio di un architetto. A seguito della separazione dei genitori, cresce con la mamma, un fratello e una sorella. Fin da ragazzino mostra interesse e passione per la musica, tanto che a 7 anni già strimpella il pianoforte e la chitarra. Questa passione non lo abbandona nemmeno quando inizia le scuole superiori a Milano, anche se allarga i suoi interessi verso discipline sportive come Judo e bodybuilding, e ludiche come la break dance. Tutto ciò fa sì che sviluppi una notevole prestanza fisica che gli permette di iniziare una carriera come fotomodello, e di cominciare a frequentare il mondo dello spettacolo che l’attrae molto. Conosce nel 1983 il produttore e cantante Enrico Ruggeri, Roberto Turatti, al tempo batterista dei Decibel e DJ presso la discoteca "American disaster" di Milano, e Michele (Miki) Chieregato, musicista tastierista e speaker radiofonico a Radio Studio 105 e DJ del DIVINA sempre di Milano, e grazie a loro comincia ad interessarsi di musica. A questo punto nella vita di Zandri entrano i due produttori milanesi Turatti e Chieregato che, come ha raccontato lo stesso Zandri, si fanno venire la magica idea… Il ragazzo è quel si dice un animale da palcoscenico, è attraente, ha carisma, sa muoversi e, grazie alla giovanile passione per la break dance, sa anche ballare. La voce, beh, quella non è un granché ma tutto sommato, grazie all’uso del playback, si può risolvere il problema.  
I due produttori lanciano la proposta a Zandri, e la battezzano “progetto Den Harrow”. Da dove sia venuto fuori il nome è un mistero, ma sorge il dubbio che chi lo ha inventato non avesse poi questa consuetudine con l’inglese, altrimenti avrebbe potuto scegliere qualcosa di meglio di Harrow, che significa erpice, preferendogli magari Arrow, sicuramente la più accattivante “freccia”. Ma tant’è. Zandri, come già detto, accetta senza condizioni di aderire al progetto. Salirà sul palco, catturerà l’attenzione del pubblico ballando, dimenandosi, interpretando il pezzo che fingerà solo di cantare, mentre la voce che si ascolterà sarà quella di un altro. Un frontman muto, praticamente, o un capace mimo, se vogliamo essere più gentili. Semplice, no? Ebbene, sì, e Den Harrow fa il suo ingresso nel panorama della canzone italiana in ben tre tappe diverse del Festivalbar. A cantare davvero, nel periodo 1985/1987 è un certo Tom Hooker, interprete statunitense, classe 1957, che tra l’altro in Italia aveva avuto alcuni anni prima una certa notorietà in proprio con alcuni pezzi disco, tipo Come back home, del 1984, e Indian girl.. 
Incredibilmente, il progetto Den Harrow comincia a riscuotere un lusinghiero successo, tanto è vero che del presunto artista si prepara anche una biografia nuova. Den viene fatto nascere a Boston, il suo nome di battesimo diventa Manuel Stefano Carry, e c’è tutta una storia in cui si narra che arrivi in Italia quando ha 4 o 5 anni al seguito della famiglia. Il tutto anche per giustificare la relativa capacità di esprimersi in inglese che allora è un limite di Zandri, e che non sarebbe stata comprensibile se il nostro fosse arrivato su questi lidi più cresciutello. Den, comunque, comincia ad essere una realtà della musica disco italiana. Addirittura impazza nelle discoteche, dove i suoi pezzi sono tra i più ballati e apprezzati dai giovani.  Corre anche voce che Harrow abbia vinto ben due Grammy, roba forte insomma. In realtà lui due Grammy li ha anche vinti, ma sono i “Grammy Otto Walht”, premi tedeschi conquistati nel 1986 e nel 1987 che però niente hanno a che spartire con i Grammy Award americani.  Comunque sia, vai a spiegarlo al grande pubblico ogni volta che Den arriva in TV e viene introdotto dal presentatore di turno come il vincitore di ben due Grammy, uno dei quali, si millanta, battendo sul filo di lana addirittura Michael Jackson.
A questo punto però, come sempre accade quando le cose vanno troppo bene, Zandri ha la peregrina idea di mollare la Baby Records convinto dopo alcuni singoli prodotti in Germani e che sono andati discretamente, di potercela fare benissimo senza aiuti, non solo con le proprie forze, ma anche con la propria voce. E chissà, magari ci riuscirebbe anche se non fosse che a causa di un suo cattivo consulente, subisce un pesante crack finanziario e si ritrova in California senza aiuti, senza etichetta discografica, senza un soldo e, quel che più conta, senza una voce particolarmente melodiosa e potente. Finisce perciò a lavorare come agente di sicurezza per “Planet Hollywood”, poi come personal trainer e perfino come stripper. Tra il 1996 e il 97 partecipa anche un originale tour “European Strip Tour”, meglio noto come “La musica si spoglia”… 
Riesce anche a produrre dei dischi e li fa uscire accompagnandoli con calendari pieni di sue foto non troppo vestito in pose plastiche.  Nel 2006, dopo essere tornato in Italia, Zandri ha un colpo di fortuna e viene arruolato per L’isola dei famosi. Partito con l’immagine del macho tutto “virilità e muscoli”, ne esce come come un burro quando si lascia andare a pianti lamentosissimi per paura che la sua compagna italiana lo stia tradendo mentre lui è lontano. Nel bene o nel male che sia, si ricava un piccolo posto nel panorama dello spettacolo italiano e anche nella simpatia del pubblico. Per questo, nel 2010 Den ritorna per un paio di puntate all'Isola dei famosi, questa volta in coppia con Carlo Capponi. I due sono in Nicaragua e danno il benvenuto ai nuovi isolani del reality di Rai 2. Tornato dal Nicaragua è poi ospite fisso per 23 puntate del programma Isola e poi…, day time del reality. Nel 2012 ritorna come concorrente nella nona edizione del reality show condotta da Nicola Savino e Vladimir Luxuria. È però costretto al ritiro per problemi di salute. 
Le ultime sue notizie risalgono al 2014. Sua moglie Annalisa si presenta nel talk di Barbara D’Urso e lo definisce come un uomo violento, che ha sempre picchiato le sue ex e che, nel suo caso, l’ha anche derubata. Le Iene inseguono in tribunale moglie e marito il giorno della separazione. Lei dice: “Sceglie sempre donne economicamente indipendenti e che possano pensare alla sua indipendenza, fargli regali e la bella vita. E’ un mantenuto seriale. Io facevo da autista, mamma, badante”. Lui ribatte: “Chi mi conosce sa che io non guardo ai soldi e non me ne frega niente del successo. Se mi hanno mantenuto, pensavano fosse la cosa giusta da fare.” Poi parlando di Desy, sua attuale compagna, aggiunge: “Lei è un’ereditiera e ha deciso di mantenermi, io amo andare in vacanza con la donna che amo, far l’amore tutto il giorno. E pagano loro, ma se Desy è d’accordo, qual è il problema?"...

autore / intelligo
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