Dis-unioni civili e politiche: dal ddl Cirinnà all'Ncd-day

17 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Dis-unioni civili e politiche: dal ddl Cirinnà all'Ncd-day
E’ la settimana delle dis-unioni civili e politiche. Due i versanti: quello del contestatissimo ddl Cirinnà e quello dell’altrettanto turbolento equilibrio di maggioranza con in testa il caso Ncd. E al sesto giorno arriva il capitolo legge di stabilità con al seguito le misure dell’ultimora sulle pensioni.

DDL CIRINNA’. Il provvedimento viene incardinato tra le protesta delle opposizioni di centrodestra. Il Pd “asfalta” Ncd e bypassa la Commissione puntando dritto all’Aula di Palazzo Madama dove sa di avere, tra gli altri, i voti dei 5S e dei verdiniani (ma anche dei forzisti avanguardisti, vedi intervista di Maria Vittoria Brambilla). Una mossa che fa “esplodere” una mina nel partito di Alfano, con il senatore Gaetano Quagliariello che si dimette da coordinatore nazionale e fa intendere di essere pronto a fare un gruppo parlamentare autonomo se il ministro dell’Interno non cambia linea e non si smarca da quella di Renzi.  Dopo Nunzia De Girolamo un altro semi-addio di peso nel partito nato per essere cerniera e raccordo dei moderati di centro e di centrodestra e, invece, finito sempre più a fare da portatore di acqua al mulino del premier

Partiamo dal testo sulle unioni civili. Intelligonews ha raccolto le analisi dei pro e dei contro dopo il “tana liberi tutti” di Renzi che sul tema spinoso invoca libertà di coscienza. Il senatore di Fi Lucio Malan non ha dubbi: “Non faremo i verdiniani cattolici. Alfano decida: o principi non negoziabili o la poltrona di governo”. Dal Pd replica il deputato Alessandro Zan per il quale è Ncd ad aver “affogato la Commissione. E molti colleghi di Fi voteranno a favore”. Il parlamentare 5S Riccardo Nuti spiega a Intelligonews come la pensa il Movimento su unioni civili e Ius soli (che in settimana passa a Montecitorio). Dalla piazza del 20 giugno arriva lo stop dela Manif Pour Tous al governo: “Renzi inquietante”. E il filosofo Diego Fusaro rincara la dose: “Arriveremo al paradosso del matrimonio di tutti e di nessuno”. 

CASO NCD. Gaetano Quagliariello sta preparando la valigia. Dimissioni da coordinatore nazionale e richiesta urgente ad Alfano di un chiarimento dentro il partito sulla linea politica che considera troppo subordinata a quella di Renzi e per questo teme un salasso di consensi. In un’intervista al Corsera fa capire di non essere da solo a pensarla così e accarezza l’opzione di un gruppo parlamentare autonomo da collocare, in prospettiva, nell’orbita dell’alleanza con Flavio Tosi e Raffaele Fitto. Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Carlo Giovanardi che avverte: “Non vogliamo fare la fine di Casini e Fini”. Forza Italia tiene la porta socchiusa e il senatore Maurizio Gasparri invoca un percorso comune con Quagliariello e chi lo seguirà. 

STABILITA’ E PENSIONI. E’ il tema clou che arriva sul finire della settimana parlamentare e, come da tradizione, monopolizzerà il dibattito politico fuori e dentro i Palazzi da qui a Natale. Il premier Matteo Renzi spiega come sarà la manovra da 27 miliardi e Intelligonews concentra il focus su due misure del “pacchetto” alla voce flessibilità. Il governo pensa all’opzione part-time per gli over 63 e all’Opzione Donna per le lavoratrici che hanno 62 e 63 anni (35 di contributi): in pensione prima ma con la pensione più leggera. Abbiamo “interrogato” due economisti che la pensano esattamente all’opposto. Se Antonio Maria Rinaldi afferma che le due misure sono “fumo negli occhi” con le donne, in particolare, ad essere “penalizzate”, il collega Giulio Sapelli parla di “azioni positive che per la prima volta vanno nella direzione della crescita e della domanda interna, non più sull’austerità”. Ma siamo solo all’inizio, in fondo a Natale manca ancora un mese e mezzo. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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