Shoah, Mattarella alla mostra: "Servono anticorpi, vigilanza e memoria"

17 ottobre 2016 ore 10:30, Andrea Barcariol
Il 16 ottobre è una data rimasta tristemente scolpita nella memoria dell'Italia e in particolare della città di Roma. Qui nel 1943 ci fu il rastrellamento nazista nel ghetto e 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di concentramento di Auschwitz (solo in 16 riuscirono a tornare a casa). "Va sempre mantenuta con forza una vigilanza contro questi fenomeni" - ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando dell' antisemitismo a margine della visita alla mostra sul rastrellamento nazista del 1943 al ghetto. "Purtroppo lo vediamo in tante parti del mondo ma credo che ci siano anticorpi sufficientemente forti". Poi il riferimento alla mostra: "E' significativa, tiene in maniera particolarmente viva il ricordo di quanto avvenuto, lo manifesta. E quindi è davvero istruttivo visitarla. È un omaggio che va fatto ai nostri concittadini che furono rapiti, sottratti alla vita e assassinati". Fotografie, ricordi, lettere e oggetti testimoniano l’orrore della Shoah. 

Shoah, Mattarella alla mostra: 'Servono anticorpi, vigilanza e memoria'
Mattarella, accompagnato nella visita dalla presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, dal rabbino capo Riccardo Di Segni e dalla neopresidente dell'Ucei Noemi Di Segni, ha deposto una corona in ricordo del rastrellamento. Presenti anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e l’assessore al Lavoro della Regione Lazio Lucia Valente, il delegato regionale alla Memoria Umberto Gentiloni e l'ex sindaco di  Roma Ignazio Marino. 

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