Il giorno della verità per Loris, Veronica Panarello "ha un'ansia normale"

17 ottobre 2016 ore 13:01, Micaela Del Monte
"Veronica Panarello è pronta da sempre a qualsiasi sentenza. Certo, non è serena perché sta affrontando un momento particolare e un'ansia normale per questi casi. Non riusciamo a fare alcun tipo di previsione perché è un processo particolare e siamo aperti a ogni soluzione" secondo l'avvocato Francesco Villardita entrato nel Palazzo di Giustizia di Ragusa dove oggi è prevista l'ultima udienza del processo, col rito abbreviato, alla 28enne accusata di avere ucciso, il 29 novembre del 2014 il figlio Loris di 8 anni nella loro casa di Santa Croce Camerina. La Procura, il 3 ottobre scorso, ha chiesto la sua condanna a 30 anni di reclusione.  Ed eravamo rimasti con un'altra immagine: "Veronica Panarello manipolatrice e bugiarda cronica. Con Loris non c'era un normale rapporto tra madre e figlio. Lo trattava da amico e non da figlio". Queste le ultime parole del pubblico ministero del processo per l'omicidio del piccolo Loris Stival che aveva descritto in aula lo scorso 3 ottobre il rapporto esistente fra Veronica Panarello e il figlio, morto strangolato con delle fascette da elettricista il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina, nel ragusano. Gli inquirenti restano convinti che ad uccidere il piccolo sia stata la donna per la quale l'accusa è pronta a chiedere 30 anni di carcere

Il giorno della verità per Loris, Veronica Panarello 'ha un'ansia normale'
Oggi è il giorno della sentenza e nel palazzo di giustizia di Ragusa è in corso l’ultima udienza del processo con rito abbreviato - e a porte chiuse - che la vede imputata di omicidio e occultamento di cadavere.  
 
Davanti al gup Andrea Reale, questa mattina, il pm Marco Rota, gli avvocati di parte civile e quello della difesa intervergono per le loro repliche. Poi il gup dovrebbe andare in camera di consiglio per la sentenza che potrebbe essere emessa nel tardo pomeriggio. Veronica Panarello rischia quindi 30 anni di carcere, quelli chiesti dalla pubblica accusa che la ritiene unica responsabile dell’omicidio del figlio e di averne gettato il corpo in un canalone di contrada Mulino Vecchio, alla periferia di Santa Croce Camerina. La difesa continua a sostenere che Veronica non abbia ucciso suo figlio: "Con questi atti processuali - ha detto il suo avvocato, Franco Villardita - non è possibile arrivare a una condanna per omicidio, oltre ogni ragionevole dubbio.Veronica non è serena ma è comunque pronta a ogni verdetto". 
 
Di parere diverso gli avvocati di parte civile. Daniele Scrofani, legale del marito di Veronica e padre di Loris, Davide Stival, presente in aula: "Per noi c’è una verità e ci aspettiamo una condanna. Davidé è in ansia ma pronto a qualsiasi verdetto". Francesco Biazzo, legale di Andrea Stival, il nonno di Loris (anche lui in aula) che Veronica ha accusato di essere l’omicida e di avere avuto una relazione con lei: "Siamo convinti della colpevolezza di Veronica, ora ci aspettiamo che questa sentenza possa riunificare la famiglia", ha detto il legale, riferendosi ai dissidi tra il padre Andrea e il figlio Davide Stival che non si parlano più da mesi. Lo stesso Andrea Stival, che è tuttora indagato per concorso in omicidio per le dichiarazioni della nuora e che adesso aspetta che la sua posizione venga archiviata perché non sono state trovate prove che lui abbia preso parte al delitto, dice di essere emozionato: "A me interessa che oggi Loris abbia giustizia". Presente in aula anche il nonno materno del bambino, Francesco Panarello, uno dei pochi della famiglia rimasti accanto a Veronica in questi due anni: "Comunque vada, resterò accanto a mia figlia".  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]