Leaks Dem, come le lobby Usa vogliono entrare nella Chiesa per piegarla

17 ottobre 2016 ore 12:47, Americo Mascarucci
La notizia è di quelle che fanno letteralmente accapponare la pelle.
Il caso è stato riportato dal quotidiano cattolico La Nuova Bussola Quotidiana ma, nonostante la sua gravità, sembra passato sotto silenzio.
"Secondo qualche scambio di mail emerso da Wikileaks, e rilanciato da vari media - denuncia il quotidiano cattolico - alcune importanti figure del mondo democratico statunitense operano da tempo per rivoluzionare la Chiesa Cattolica. Non si tratterebbe di una operazione per far aumentare l’odio verso la Chiesa da parte di chi già non la può soffrire, ma si tratterebbe a tutti gli effetti della più classica operazione “cavallo di Troia”.
Nel febbraio 2012 Sandy Newman, presidente e fondatore di «Voices of progress», un gruppo di pressione che si occupa di cambiamenti climatici, migrazione e altro, inviava una mail a John Podestà, oggi capo della campagna elettorale di Hillary Clinton per le presidenziali (dal 1998 al 2001 era capo di gabinetto del marito, il Presidente Bill Clinton). John Podestà è stato anche co-presidente nella fase di transizione iniziale della amministrazione Obama ed è nel consiglio di amministrazione del Center for American Progress, pensatoio liberal molto influente con sede a Washington DC".
"Sandy Newman, nel 2012 - scrive ancora la Nuova Bussola - chiedeva al ben introdotto Podestà come "piantare i semi di una rivoluzione" nella Chiesa Cattolica. Il punto su cui far leva in questo caso era indicato nella contraccezione, ma l’obiettivo era molto più a largo raggio. 
Per Newman, si legge nel leaks, c’è "la necessità di una primavera cattolica, in cui i cattolici stessi domandino la fine di una dittatura medioevale e l’inizio di una democrazia e rispetto per la parità di genere [gender equality] nella Chiesa Cattolica". L’obiettivo è chiaro: rivoluzionare la Chiesa dall’interno, una pensata non proprio originale, ma sempre efficace. E per farlo bisogna mettere sotto pressione quei vescovi che resistono all’avvento di questa Primavera".
Il quotidiano cattolico riferisce ancora:
"La risposta fornita da John Podestà dice sostanzialmente che si sta lavorando per quello. 'Abbiamo creato per questo Alliance for the Common Good', si legge nella mail di risposta. 'Ma penso che non vi sia la leadership per farlo ora. Allo stesso modo per Catholics United [altra associazione indicata utile allo scopo, nda]. Come la maggior parte dei movimenti di Primavera', sottolinea Podestà, 'penso che questa dovrà avvenire dal basso verso l’alto'.
Quindi questo scambio di mail mette in evidenza che si lavora per far slittare la chiesa verso tematiche di giustizia sociale, includendo ovviamente una rivoluzione della dottrina e della prassi sulle questioni etiche più delicate, vale a dire i diritti delle persone Lgbt, la contraccezione, l’aborto. Questi sono obiettivi che si ritrovano, più o meno chiari, nelle azioni di queste associazioni". 

Leaks Dem, come le lobby Usa vogliono entrare nella Chiesa per piegarla
Fin qui l'articolo della Nuova Bussola Quotidiana che sembra dunque confermare ciò che tanti hanno sempre sospettato: ossia che dietro certe organizzazioni cattoliche progressiste impegnate in prima linea nel rinnovamento della Chiesa, vi sia in realtà la lunga mano dei poteri forti, in particolare quelle lobby liberal e Lgbt che incontrano nella Chiesa l'ultimo baluardo nella difesa dei temi etici: la difesa della vita umana, la lotta all'aborto e all'eutanasia, la difesa della famiglia fondata sul matrimonio, il diritto dei figli ad avere un padre ed una madre. E non potendo abbattere la Chiesa dall'esterno (troppi nemici ci hanno provato nei secoli fallendo l'obiettivo) si è scelto di cambiare strategia. 
Inserirsi nella Chiesa attraverso l'azione di gruppi che, a questo punto, di cattolico avrebbero soltanto l'apparenza.
Gruppi incaricati di esercitare forti pressioni sull'opinione pubblica cattolica e sulla Chiesa stessa delegittimando in primo luogo l'azione dei vescovi tradizionalisti che possano risultare da ostacolo a certi progetti rivoluzionari e convincere le gwerarchie ad accettare le aperture che arrivano dal mondo.
Una dimostrazione evidente di quanto, quell'Obama che il Papa ha voluto omaggiare un anno fa in occasione della sua visita in Usa esaltandone l'impegno in campo ambientale ed economico, ma tacendo su aborto ed eutanasia, sia tutt'altro che un amico della Chiesa. Come amica della Chiesa non è e non sarà certamente lady Clinton sempre più proiettata, stando ai sondaggi, verso la Casa Bianca. 

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