Russia-Usa per Casapound, Di Stefano: "Altre sanzioni a Putin, non più solo controproducenti"

17 ottobre 2016 ore 13:33, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, si schiera in maniera decisa contro l’ipotesi di nuove sanzioni per la Russia proposte dagli Stati Uniti e della Gran Bretagna

Gli interventi russi ad Aleppo potrebbero essere puniti con nuove sanzioni. Cosa ne pensa?

«Putin ha stravinto le ultime elezioni che si sono svolte, da questa altra parte invece non essendo riusciti a fare le rivoluzioni colorate, per far cadere Putin cercano di andare allo scontro frontale, si vuole la guerra e questa guerra è cercata dall’Occidente, dall’America, dalla Francia, da quei governi che oggi tengono in piedi il sistema economico-finanziario mondiale».

Putin dice che queste sanzioni sarebbero “controproducenti”. Nello specifico a quali settori si riferisce?

«Non solo sono controproducenti, se queste sanzioni sono applicate solo da una parte del mondo, strategicamente perdono la loro funzione. La Russia si rivolgerà per gli stessi prodotti alla Cina, alla Turchia, al Giappone a chi è fuori dalla logica Europa – Stati Uniti. Quindi l’unico danno è per le aziende italiane che vogliono lavorare con la Russia che moriranno o dovranno spostare i loro interessi sugli Stati Uniti, magari ritirando fuori quel trattato che dicono morto, ma è solo sospeso, che è il TTIP. Penso che noi non dovremmo sottostare a determinati vincoli che vengono non dai desideri del mondo occidentale ma da una parte di esso, che presto scopriremo minoritaria con le elezioni in Usa. Trump, ad esempio, non la pensa così sulle sanzioni alla Russia».

Russia-Usa per Casapound, Di Stefano: 'Altre sanzioni a Putin, non più solo controproducenti'
L’Italia cosa dovrebbe fare?

«Dovrebbe smettere di seguire di le politiche folli e le imposizioni che vengono da Ue e Stati Uniti, dovrebbe uscire dall’Unione Europea come ha fatto la Gran Bretagna e ricominciare a vivere da sola con accordi commerciali bilaterali con la Russia e tutta l’altra parte del mondo che è il triplo dell’Ue e degli Stati Uniti. L’orbita occidentale è ormai destinata al declino».

La Clinton in riferimento alle 35mila email violate ha detto che dietro ci sarebbe “l’intelligence russa”. Crede che Putin sia il mandante?

«Non credo, ci saranno dei gruppi di hacker autonomi, come ci sono quelli che lavorano per Wikileaks, o lavoravano per Snowden. Ci sono tantissime persone che sono interessate a far venire allo scoperto la realtà che c’è dietro la finzione degli apparati, nello specifico quello della Clinton, ma recentemente erano uscite fuori anche le email di quel bravo uomo di Soros. Ci sono tanti cittadini nel mondo desiderosi di smascherare questi apparati, non per forza ci devono essere dietro i russi, più che altro è importante il contenuto delle email, sia quelle di Soros, sia quelle della Clinton, dove emergono affari loschi. Più il contenuto è importante più ci si arrabbia con chi lo ha tirato fuori, però i fatti emersi parlano chiaro e dimostrano ad esempio che la Clinton non può fare il presidente degli Stati Uniti».

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