Eurostat: inflazione +0,4% a settembre. Draghi: 'Attendere dicembre'

17 ottobre 2016 ore 13:03, Luca Lippi
La deflazione è stato per diversi mesi lo spauracchio per tutta la zona euro e soprattutto per l’Italia, dalla rilevazione Eurostat per il mese di settembre leggiamo una conferma della crescita dell’inflazione per il mese di settembre, invero piuttosto debole e ancora troppo fragile. 
Secondo l’Ufficio statistico europeo (Eurostat), nel mese di settembre i prezzi al consumo sono saliti dello 0,4% su base tendenziale, come indicato nella stima flash di fine settembre e dal consensus. Nel mese di agosto si era registrato un rialzo dello 0,2%.
Eurostat ha dunque confermato i dati preliminari pubblicati il 30 settembre scorso. In particolare, sono saliti i prezzi dei servizi (1,1%), quelli di alimentazione bevande e tabacchi (0,7%), i beni industriali esclusa l'energia (+0,3%). Riduzione più contenuta per i prezzi dell'energia, in calo del 3% contro il -5,6% di agosto. In Italia l'indice dei prezzi al consumo è passato da -0,1% di agosto a 0,1% a settembre.
In sintesi, l’inflazione core (depurata dalle componenti più volatili quali cibi freschi, energia, alcool e tabacco) evidenzia un incremento dello 0,8% su base annua, come ad agosto, lontano dal target del 2% fissato dalla Bce.

Eurostat: inflazione +0,4% a settembre. Draghi: 'Attendere dicembre'

Tuttavia, nonostante la lontananza dell’obiettivo del 2%, dal centro studi di Unicredit si legge che “è improbabile che la Bce annunci nuove misure di stimolo nella riunione di giovedì", facendo presente che i comitati sono ancora al lavoro sugli aspetti tecnici di una possibile estensione del Qe. 
Sul fronte obbligazionario il tasso del decennale tedesco è salito sui massimi dal 24 giugno allo 0,093%, sulla scia dei titoli del Tesoro Usa che risentono delle attese di una stretta monetaria Usa. 
Mentre il rendimento del Btp decennale al momento sale all'1,43%; oggi ha preso il via l'offerta del nuovo Btp Italia ottobre 2024, decima edizione dello strumento indicizzato all'inflazione nazionale, che in questo caso garantisce una cedola minima dello 0,35%.

autore / Luca Lippi
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