Leaks dem su Chiesa, Adinolfi: “Elezione Clinton pericolosa, ora persino per la libertà religiosa”

17 ottobre 2016 ore 14:17, intelligo
di Eleonora Baldo

Non vi è dubbio che la procedura adottata in campo democratico sia quella di intervenire a favore dell’ideologia gender” commenta Mario Adinolfi, giornalista e leader del “Popolo della Famiglia”, intervistato da IntelligoNews in merito alle ultime rivelazioni di Wikileaks sul mondo cattolico. E si spinge sino ad ipotizzare un futuro incerto per il diritto alla libertà religiosa.  

La notizia dello scambio di e-mail tra esponenti della lobby democratica per la progettazione di una rivoluzione della Chiesa Cattolica, qui in Italia è passata quasi in sordina, pur trattandosi di un fatto importante ma certamente non nuovo.

“Wikileaks rivela un elemento documentale ma queste situazioni erano già note. Da anni è in atto un investimento molto importante in termini economici per infiltrare all’interno di alcune associazioni ecclesiali esponenti dell’area democratica americana, tra i quali anche molte personalità vicine ad Hillary Clinton che, va ricordato, durante la campagna elettorale per le primarie del 2008 si era dichiarata contraria al matrimonio omosessuale, mentre oggi tenta di vestire i panni della paladina arcobaleno probabilmente indotta da una serie di valutazioni di convenienza politica.”

La lobby democratica americana da tempo si è schierata in difesa dei diritti LGBT. Quanto i contenuti delle mail sono propedeutici all’introduzione di nuovi concetti su queste tematiche?

Leaks dem su Chiesa, Adinolfi: “Elezione Clinton pericolosa, ora persino per la libertà religiosa”
“Non vi è dubbio che la procedura adottata in campo democratico sia quella di intervenire a favore dell’ideologia gender. Si tratta di uno schema evidente anche se inserito in uno scenario modificato rispetto a quello della scorsa campagna presidenziale: la presidenza Obama, infatti, nasce come presidenza ostile alle tematiche LGBT e una evoluzione del genere e arriva sino alla pronuncia della Corte Suprema del giugno 2015 si spiega solo con ingerenze economiche rilevanti. Questo si riversa poi in ambito ecclesiale dove dovrebbero essere sviluppati degli anticorpi per resistere a questo tipo di ingerenze.”

Stando così le cose ed ipotizzando una eventuale vittoria di Hillary Clinton, la Chiesa cosa potrebbe fare per difendersi?

“Sicuramente davanti a questo scenario, l’elezione della Clinton che sembra ormai molto probabile apre uno scenario pericoloso persino per la libertà religiosa, poiché in Usa, in seguito alla sentenza 2015 si comincia a mettere in discussione il diritto delle chiese di sposare gli omosessuali. Il problema più grande all’orizzonte  è quello relativo alla libertà della religiosa. E da questo punto di vista l’elezione di Clinton è preoccupante, se si pensa che Trump pur essendo una figura sicuramente border-line, è portatore di valori più orientati alla difesa della cultura della vita come emerge dai rapporti e dalle collaborazioni vantate all’interno del suo staff.”

 

 

 

 

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