Renzi, fine Equitalia e "punizioni" da vampiri. Contro l'evasione "niente interessi"

17 ottobre 2016 ore 16:01, Luca Lippi
Dalla chiusura di Equitalia, afferma il premier, si recupereranno almeno 4 miliardi di euro. È questo l’auspicio di Matteo Renzi di cui riportiamo diversi passaggi delle sue dichiarazioni riguardo la rottamazione di Equitalia. Affermazioni piuttosto importanti e di peso giacché alla forte etichettatura di ‘Gufi’ rivolta a tutti coloro che remano contro le riforme del suo governo, aggiunge l’epiteto ‘vampiri’ stavolta rivolgendosi a un’Istituzione che del governo è ‘parte integrante’ poiché è preposta al prelievo coatto delle somme in nome e per conto di Agenzia Entrate.
Renzi dice: “Dell'abolizione di Equitalia parlo dal 2010, era la nostra proposta alla prima Leopolda, sei anni fa. D'ora in poi si pagano le cartelle, tutte, non gli interessi e i super interessi. Si crea un meccanismo di fiducia. A quelli che dicono che così si incrementa l'evasione, farei notare che nel 2015 abbiamo fatto 14,9 miliardi di euro di recupero dall'evasione. Nessuno ha fatto quanto noi, è un record". 
Dunque confermata la ‘rimozione’ di Equitalia che sarà sostituita con un sistema diverso e meno "vessatorio" di riscossione dei tributi. 
Sottolinea in una nota il premier: "Il deficit è al livello più basso degli ultimi dieci anni, il debito è stabilizzato. Per noi il cittadino va coinvolto prima non stangato subito. Dopo i Gufi, insomma, facciamo i conti anche con i Vampiri".

Renzi, fine Equitalia e 'punizioni' da vampiri. Contro l'evasione 'niente interessi'

In sostanza cosa succede con l’abolizione di Equitalia?
Intanto la rottamazione delle cartelle è prevista solo per i tributi contestati dall'agenzia delle Entrate e per i contributi previdenziali e assistenziali affidati per la riscossione o inseriti in ruoli ordinari o straordinari entro il 31 dicembre 2015. Fuori, dunque le multe per le violazioni al Codice della strada.
Ciò che s’intende con abolizione in realtà, sarebbe più oppurtuno definirlo un accorpamento, una fusione con l’Agenzia delle Entrate per una gestione “centralizzata” del fisco italiano, incentrato sul miglioramento del rapporto tra Stato e contribuente. 
No quindi gli “approcci vessatori” come le more e le sanzioni sui pagamenti in ritardo e sì all’sms, dal 7 novembre, come promemoria per chi sta in ritardo. 
La “rottamazione” di Equitalia è prevista da un decreto fiscale attraverso cui il Governo mira a recuperare 4 miliardi e forse a ridurre l’esorbitante costo dell’evasione che secondo i dati, ammonta a 88 miliardi di euro ogni anno.
Un problema di cui non si riesce a comprendere l’epilogo è il destino dei dipendenti di Equitalia, dipendenti ‘non pubblici’ con il medesimo contratto dei bancari, che non possono passare in automatico alle dipendenze di Agenzia Entrate che è istituzione statale e quindi prevede un concorso pubblico per lavorare al suo interno.
A quanto ammonterà lo sconto delle cartelle da rottamare insieme a Equitalia? 
Il meccanismo dovrebbe prevedere il pagamento dell’imposta nell’ammontare originario, senza le sanzioni (dal 10 al 100% a seconda dei casi), senza gli interessi di mora (4%). Verrebbe fissata, però, una maggiorazione fissa, attorno al 3%, che servirebbe come aggio per il costo di riscossione.
Tempi per mettersi in regola?
La possibilità di adesione dovrebbe durare un anno, e gli importi potranno essere pagati in un’unica soluzione oppure a rate.
seguiamo l'evoluzione per aggiornare sulle decisioni definitive del provvedimento.
autore / Luca Lippi
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