Referendum: Codacons di fronte al Tar in appoggio a 5S e SI

17 ottobre 2016 ore 16:01, intelligo
di Eleonora Baldo

Non c’è pace per il referendum costituzionale, promosso dal Partito Democratico e dal Segretario/Premier Matteo Renzi che ne ha fatto in questi mesi una battaglia personale oltre che politica. Non bastassero la strenuo confronto imbracciato quotidianamente dalle opposizioni - in primis il Movimento 5 Stelle che la scorsa estate ha avviato una campagna politica itinerante per il no e di recente anche i partiti di centro-destra con la manifestazione tenutasi sabato a Milano – e le spaccature interne allo stesso partito democratico, così profonde da paventare persino la rottura, a complicare le cose ora si è messo anche il Codacons, con la presentazione di un ricorso in appoggio a quelli già avanzati da 5 Stelle e Sinistra italiana, in discussione oggi presso il Tribunale del Tar del Lazio, affinché vengano introdotte delle modifiche tali da rendere più comprensibile il contenuto del referendum ai cittadini che il prossimo 4 dicembre decideranno di recarsi alle urne.

Abbiamo chiesto in via cautelare al Tar di ordinare alla Presidenza del Consiglio di distribuire in tutti seggi due schede, una redatta dal comitato per il no, l’altra dal comitato per il si, che spieghino sinteticamente e in egual misura la sostanza delle norme da abrogare o confermare, previo vaglio della Cassazione” ha spiegato Carlo Rienzi, presidente dell’Associazione dei Consumatori. A portare alla formulazione del ricorso avrebbero concorso le esigenze di equità e correttezza che il quesito nella sua enunciazione originaria non soddisferebbe poiché così formulato sembrerebbe “guidare” il voto verso il si. Nel corso dell’udienza, inoltre, l’Associazione, che da anni si batte per garantire i diritti dei consumatori, avrebbe espresso motivi aggiunti contro la delibera della Presidenza del Consiglio del 26.9.2016 legati all’illegittimità della stessa per omissione di attività dovuta, ovvero la formulazione del quesito, ed eccependo la nullità della delibera dell’ufficio centrale del referendum 6.5.2016 per violazione dell’art. 21 septies della legge 241/90.

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