Equitalia, Borghi (Ln): "Tutta facciata, io mai stato contro. La mia proposta"

17 ottobre 2016 ore 16:36, Andrea De Angelis
"Chiude Equitalia". "Addio vecchia Equitalia". "Renzi chiude Equitalia". "Ciao ciao Equitalia". Questi ed altri titoli si sono moltiplicati sui quotidiani nazionali all'annuncio di Renzi della chiusura di Equitalia "che è arrivata ad essere vessatoria per i cittadini". "Chi deve pagare pagherà, ma non ci saranno più gli interessi e le more spropositate che caratterizzavano il vecchio modello", ha detto Matteo Renzi. 
Ma cosa cambia davvero? IntelligoNews ne ha parlato con Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord...

I titoli si sono sprecati nelle ultime 48 ore, ma come può chiudere una società come Equitalia?
"Si tratta di un'operazione di facciata. Figurarsi se lo Stato può fare a meno dell'Ente di riscossione. La gente, non si sa perché, pensa che abolendo Equitalia si possa abolire la riscossione dei tributi". 

Anche perché è lo stesso Governo che mette il canone Rai in bolletta per evitare evasioni. 
"Appunto. Io su Twitter ho fatto una battuta divertente andando a riprendere una vignetta Disney di uno dei tanti esattori che venivano mandati al deposito di zio Paperone. Ogni volta cambia il nome, ma la funzione è sempre quella. Lo dico in tutta sincerità: questo è un dibattito che non mi ha mai appassionato. Non credo che nella mia pur vasta produzione di dichiarazioni ce ne sia mai stata una contro Equitalia. Quando mi arriva a casa una busta di Equitalia non è mai un problema. Lo è se arriva quella delle Agenzie delle Entrate, perché Equitalia interviene in un secondo momento. Per intenderci: la cartella pazza piuttosto che la tassa non dovuta vengono quasi tutte dalle Agenzie delle Entrate". 

Equitalia, Borghi (Ln): 'Tutta facciata, io mai stato contro. La mia proposta'
Insomma, cosa fa Equitalia?
"Equitalia è un agenzia pubblica che si occupa della riscossione delle imposte, se fosse privata il Governo non potrebbe chiuderla ovviamente. Una delle cose che probabilmente risultava poco tollerabile era che l'attività di riscossione venisse caricata di ulteriori costi. In buona sostanza c'erano dei rimborsi spese per le riscossioni".

Dunque ben venga il fatto che non ci saranno più more e interessi spropositati?
"Io la mora posso tranquillamente eliminarla con atto governativo. Il problema però è sempre la coperta, perché non vorrei che poi i costi degli impiegati che lavorano per le attività di riscossione mi vengano messi su un altro tributo. Poteva anche essere sbagliata come concezione, ma il fatto che questi costi fossero sostenuti da chi aveva compiuto una trasgressione aveva pur sempre una sua logica. I costi non svaniscono, il personale sarà comunque lì...".

Già ai tempi del Governo Monti si parlò del rischio di demonizzare coloro che lavorano per Equitalia e l'Agenzia delle Entrate. Persone che lavorano e controllano che ognuno paghi le tasse. C'è questo pericolo?
"Assolutamente sì. Per riportare su un piano di parità il rapporto tra il cittadino e lo Stato bisognerebbe fare una cosa molto semplice. Se una pretesa fiscale si dovesse rivelare errata, lo Stato dovrebbe versare a chi ha subito l'accertamento rivelatosi poi sbagliato alla fine dell'iter, esattamente la stessa somma. Così facendo noi avremmo anche una misurazione, un controllo da parte del cittadino dell'efficienza e della correttezza dei provvedimenti fiscali. Se lo Stato risarcisse il cittadino con cifra pari a quella ingiustamente richiesta, ecco che probabilmente riporteremmo in parità il rapporto tra Stato e cittadino. Se quest'ultimo invece paga e basta non ha modo di difendersi". 

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