Consulta-Csm, e fu così che Renzi e Berlusconi si videro a Palazzo per non perdere la scarpetta

17 settembre 2014 ore 17:48, Marta Moriconi
Consulta-Csm, e fu così che Renzi e Berlusconi si videro a Palazzo per non perdere la scarpetta
Al centro del caos (e della battaglia in Parlamento) l'accordo Pd-Fi per Consulta e Csm. Alle 17 circa il leader del regno del centrodestra alla guida di Fi è arrivato in auto a Palazzo Chigi senza rilasciare dichiarazioni, accompagnato dal "Gran Consigliere" Gianni Letta, per incontrare il presidente del consiglio e "principe ereditario" Matteo Renzi. Insieme a loro la "Corte" composta dal vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini e Denis Verdini presenti alla lucidatura del nuovo patto, il patto della 'Suprema Toga' che vacilla da giorni.
Ma Forza Italia nega tribolazioni e attraverso "Il Mattinale', la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati, scrive di non temere il voto anticipato e di essere pronta a vincere... sì a vincere non proprio a tavolino ma sul tavolino dell'accordo di ferro che va risancito perché forgi una buona magistratura. L'affondo del Mattinale arriva dopo essere partiti da lontano: "Renzi fa le riforme che chiediamo? Ci siamo, le votiamo. Vuole proporre l'ingresso di Forza Italia in maggioranza? Renzi sa bene quali sono le nostre priorità: prima l'economia e il lavoro, lasciamo perdere le questioni di legge elettorale e Senato, ci attorciglieremmo su questioni che oggi la gente sente futili rispetto al bisogno di pane, lavoro e sicurezza interna ed esterna. Non ci sta? Elezioni, nessuna parola siamo pronti a vincere. Abbiamo piena consapevolezza di essere, alla scuola e con la guida di Silvio Berlusconi, l'alternativa chiara e limpida alle confusioni ideologiche e all'aria fritta di Renzi". E lungo tutto il discorso ritorna un ritornello: " Nessuna paura di elezioni anticipate. Paura deve averla il Pd". Sarà per cotanta sicurezza sfoggiata che Grillo a Violante poco prima delle sei chiede: "Cosa ti ha promesso Berlusconi in cambio dell'appoggio alle sue televisioni?". Incuranti però Renzi e Berlusconi continuavano a vedersi Palazzo cercando di non perdere la scarpetta calzante a entrambi e ignorando le rivolte dei "piccoli possidenti terrieri" al Parlamento.
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