Consulta-Csm, dall'ira del Colle a quella dell'Aula. La tensione è protagonista

17 settembre 2014 ore 17:57, intelligo
Consulta-Csm, dall'ira del Colle a quella dell'Aula. La tensione è protagonista
A Palazzo Chigi Silvio Berlusconi e Matteo Renzi fanno il “tagliando” al patto del Nazareno ce
rcando di sbrogliare la matasse sempre più ingarbugliata dell’elezione dei giudici e di un membro laico che ancora mancano all’appello per Consulta e Csm. Il monito del Colle pesa come un macigno e impone di superare l’impasse. Anche perché c’è un Paese che guarda e non capisce come mai all’undicesima votazione tutto ricomincia da capo. TANDEM VIOLANTE-BRUNO. Negli “accordi bilaterali” Pd-Fi il tandem Violante-Bruno per la Consulta tiene ma non decolla. Almeno fino al voto del tardo pomeriggio. Convergenza raggiunta anche per la candidatura di un membro laico al Consiglio superiore della magistratura, su Pierantonio Zanettin, il nuovo nome indicato dagli azzurri dopo il ritiro di Luigi Vitali finito al centro del fuoco incrociato dei voti contrari. Più o meno come accaduto qualche giorno fa ad Antonio Catricalà, candidato alla Consulta indicato da Fi ma costretto al passo indietro per mancanza di voti e di parlamentari presenti in Aula. Forse è stato proprio il monito di Napolitano a smuovere le acque, al punto che nelle file di Forza Italia c’è stata un’accelerazione. Nel pomeriggio alla Camera dove è iniziata la nuova seduta comune del Parlamento sono arrivati tutti i deputati e senatori, per scongiurare un’altra fumata nera. E c’è chi arriva anche in stampelle come il deputato Luca D’Alessandro reduce da un piccolo intervento al ginocchio. Anche il senatore Augusto Minzolini, si mantiene sulle grucce perchè “incidentato”. Ma in Aula è battaglia: il Movimento 5 Stelle ha annunciato che voterà scheda bianca. “Ci hanno messo in una palude. Oggi noi voteremo scheda bianca. Dateci dei nomi onesti e validi da votare”, spiega Toninelli in una conferenza stampa chiedendo per la Consulta “un nome competente e indipendente dalla politica”. Motivo per il quale, a detta dei grillini, Donato Bruno e Luciano Violante non avrebbero superato “l’esame” come specifica la deputata Roberta Lombardi mentre il senatore Giovanni Fedrizzi aggiunge: “La Corte Costituzionale è il massimo organo di democrazia. Siamo di fronte a un paradosso. Dovrebbe essere la scelta più facile, abbiamo superato ormai le 12 votazioni ma i partiti stanno insistendo con i vecchi schemi”. Le ultime dal Palazzo alle 18: Sel annuncia che voterà scheda bianca, mentre la Lega mette il veto su Zanettin.  L’IRA DEL COLLE. Lo stallo parlamentare “pone gravi interrogativi”. Giorgio Napolitano non nasconde il disappunto per il “succedersi senza risultati conclusivi delle votazioni del Parlamento in seduta comune” che “solleva gravi interrogativi. Che si siano verificati nel passato analoghi infelici precedenti, nulla toglie a tale gravità”. La sollecitazione del Colle è netta: i quorum elevati per eleggere i giudici della Consulta e i componenti laici del Csm da parte del Parlamento “implicano tassativamente convergenze sulle candidature e piena condivisione nell'espressione dei voti tra forze politiche diverse, di maggioranza e di minoranza”.
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