Computer a scuola, occhio al digitale: spegne cervello

17 settembre 2015, Americo Mascarucci
Computer a scuola, occhio al digitale: spegne cervello
Non sempre gli investimenti nel campo della tecnologia, anche se cospicui, ottengono risultati concreti nel comparto scolastico. 

Le scuole devono infatti ancora superare il divario digitale e fornire agli studenti gli strumenti necessari per connettersi. In più stare troppo incollati al computer potrebbe compromettere la capacità d’apprendimento in alcune materie essenziali. La soluzione migliore dunque sta sempre nel mezzo, ossia in un uso moderato e ponderato della tecnologia. E’ quanto emerge da un rapporto dell’Ocse. 

I paesi che hanno investito di più nelle dotazioni tecnologiche delle loro scuole non hanno ottenuto risultati apprezzabili nelle performance in lettura, matematica o scienze. E la tecnologia non ha avuto neanche effetti rilevanti per quanto riguarda l’inclusione e il recupero degli studenti più poveri e disagiati. In pratica gli alunni che fanno un uso moderato dei computer a scuola hanno sicuramente un tipo di apprendimento migliore di quelli che lo usano poco, ma lo hanno migliore anche rispetto a quelli che ne fanno abbondante uso, i quali incontrano grandi difficoltà ad esempio ad apprendere determinate discipline come la lettura, la matematica e le scienze. Secondo l’Ocse una interpretazione di questi risultati è legata a un deficit nell’interazione tra studenti e insegnanti. Gli adolescenti italiani sono vicini alla media Ocse, hanno performance migliori nella “lettura digitale” rispetto a studenti di altre nazioni ma navigano meno degli altri per trovare informazioni sul web. Anche per l’Italia vale il fatto che l’uso di internet a scuola non si è tradotto in migliori performance nei rendimenti rispetto a chi non ne fa uso. In media ogni ragazzo a casa passa su internet 93 minuti al giorno durante la settimana, meno della media Ocse che è di 104 minuti e 97 minuti nel week end (138 Ocse), mentre a scuola i minuti ‘online’ sono 19 (media Ocse 25). Gli ‘internet-dipendenti’, quelli che stanno più di sei ore al giorno davanti al pc a casa, sono il 5,7% sotto la media Ocse che è del 7,2% e in alcuni Paesi si avvicina al 10% (Danimarca, Olanda e Grecia)
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]