Gender, Adinolfi alla Giannini: "Il Papa è un truffatore, ministro?"

17 settembre 2015, Adriano Scianca
Gender, Adinolfi alla Giannini: 'Il Papa è un truffatore, ministro?'
"Il ministro minaccia querele? Allora mi arresti, mi autodenuncio". Il giornalista Mario Adinolfi, direttore de La Croce, attacca il ministro Giannini e, intervistato da IntelligoNews, rilancia: "Noi siamo legittimati dal milione di persone scese in piazza il 20 giugno. La Giannini da chi è legittimata?".

Adinolfi, il ministro Giannini minaccia querele contro chi denuncia l'ideologia gender nella riforma della scuola...

«L'ho già scritto sui social: se lei minaccia querele, io mi autodenuncio, il ministro arresti me per primo. Io ero su quel palco il 20 giugno scorso per denunciare esattamente quello che lei afferma non esistere, cioè il rischio che l'ideologia gender dilaghi nelle scuole». 

Come giudica l'atteggiamento del ministro? 

«Lo giudico molto arrogante. La preoccupazione di milioni di famiglie che contestano la teoria gender non è la preoccupazione per l'asino che vola. Sono cose vissute sulla pelle. Io ho due figlie e sono stato testimone di corsi contro il bullismo, contro la discriminazione etc. che poi inevitabilmente si rivelavano essere luoghi in cui si affermava come naturale l'omogenitorialità, l'uguaglianza tra il maschile e il femminile, si esaltava omosessualità e transessualità, si sosteneva che il "genere" possa essere un abito da indossare distinto dal sesso biologico e scelto a piacere tra infinite sfumature e così via». 

Insomma, le famiglie italiane non stanno portando avanti una “truffa culturale”, come dice il ministro?

«L'affacciarsi di questa ideologia è un fatto. La preoccupazione di tante famiglie viene prime irrisa dal ministro, che poi minaccia anche querele. Ma le stesse cose le ha dette Angelo Bagnasco, capo della Chiesa italiana, riverberando le parole anche più dure pronunciate da Papa Francesco in cui il Santo Padre ha parlato della famiglia uomo-donna-figli definendola "come Dio la vuole" e mettendo in guardia dalla "colonizzazione ideologica" che il gender compie a partire dalle scuole. Si può certo raccontare che il Papa e Bagnasco siano truffatori, ma io continuo a ritenerli più autorevoli del ministro Giannini». 

Anche il fatto di risolvere il dibattito su una legge minacciando querele non sembra esattamente un espressione di spirito liberale, non crede? 

«Ma questo è il loro atteggiamento. È la logica del ddl Scalfarotto: io ti arresto se tu contesti che due uomini possono generare un figlio. La discussione viene posta sul piano dell'intimidazione». 

Insomma, un vero autogol da parte del ministro... 

«Io non so da dove tragga legittimazione la Giannini. A San Giovanni eravamo un milione dietro allo striscione “No al gender nelle scuole”. Noi traiamo da loro un mandato e una legittimazione. Qual è invece il mandato e la legittimazione di una nominata, senza più partito, che ha cambiato casacca varie volte? Credo proprio che il ministro debba come minimo chiedere scusa».
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