Giù dal cavalcavia, la morte di Giulia resta senza perchè

17 settembre 2015, intelligo
Giù dal cavalcavia, la morte di Giulia resta senza perchè
di Anna Paratore

Si può morire in un modo allucinante a diciannove anni, senza alcun motivo apparente, giù da un cavalcavia, e poi travolti da decine tra auto e camion che straziano il corpo tanto da renderlo irriconoscibile?

E’ accaduto a Giulia Di Sabatino, bella ragazza di Tortoreto, in una notte di fine estate.  La giovane lo scorso 1 settembre avrebbe compiuto 19 anni ma a quel compleanno non c'è mai arrivata. Aveva un lavoretto estivo, Giulia, e stava mettendo i soldi da parte per raggiungere la sorella più grande in Inghilterra. Voleva imparare l’inglese e fare un’esperienza lontana da casa, dalla famiglia che pure amava e dalla quale era amata.

Aveva già fatto il biglietto aereo e la valigia era quasi pronta. Quella sera maledetta, Giulia chiude con il lavoro in gelateria e arriva a casa intorno alle 23.00.  Non avverte però i genitori di essere rientrata. Posa borsa e telefonino e esce di nuovo precipitosamente. Si allontana nella notte senza un apparente motivo.

Sua madre, poco dopo, capisce che la figlia è rientrata e uscita di nuovo, e vedendo telefonino e borsa, immagina che Giulia tornerà a breve, e suppone che la figlia forse ha dimenticato qualcosa in gelateria. Intanto avverte suo marito perché entrambi contano di festeggiare il compleanno della figliola allo scoccare della mezzanotte. 

Ma il tempo passa, e la ragazza non rientra. Il padre esce a cercarla con l’auto, arriva alla gelateria, gironzola per Tortoreto, non la trova. Preoccupati, i genitori si rivolgono ai carabinieri. Ma di Giulia non c’è traccia almeno fino alla mattina dopo, quando alcune telefonate avvertono le Forze dell’Ordine che sull’autostrada A-14, tra Giulianova e Mosciano S. Angelo, a circa 8 chilometri da Tortoreto, ci sono rallentamenti sulla carreggiata probabilmente dovuti alla carcassa di un animale travolto dalle auto. Ma quando i carabinieri arrivano, non sono i resti di un animale quelli che trovano, bensì si tratta di un essere umano. Il corpo di Giulia verrà identificato dai genitori solo grazie a una scarpa da ginnastica e da alcuni piccoli tatuaggi, anellini e una chiocciolina che la ragazza ha sulle dita. 

Come è arrivata Giulia di Sabatino su quell’autostrada, e cosa è accaduto tra le 23.00 del 31 agosto e le 5.30 del 1 settembre?  I carabinieri accertano che Giulia è caduta sull’austostrada A-14 da un cavalcavia che dista da casa sua 8 chilometri. Chilometri di una strada tortuosa e buia in mezzo alla campagna. A sentire i genitori, Giulia che non aveva nemmeno la patente, non era pratica di quella zona. La prima domanda, dunque, è se Giulia in piena notte sia arrivata da sola fino al cavalcavia.  L’ultima traccia di lei, è quella catturata dalla telecamera di una villa, che la riprende fuori del paese mentre cammina da sola nella notte.  

Dove sta andando? Ha un appuntamento? Qualcuno la sta aspettando? O come ipotizzato inizialmente dalla Procura, Giulia sta raggiungendo quel cavalcavia per togliersi la vitra? Ma perché una ragazza di diciannove anni, solare, senza problemi apparenti, amata in famiglia, prossima a un viaggio che sogna da sempre, dovrebbe decidere di punto in bianco di suicidarsi, e per farlo percorre otto chilometri a piedi, scegliendo poi di scavalcare una rete alta un metro e ottanta, messa lì per impedire che qualcuno si lanci nel vuoto?
Inspiegabile. Come molti aspetti in questa storia. 

Ora, sembra che ci sia un testimone, un ragazzo che avrebbe dato un passaggio a Giulia con il motorino, ma gli inquirenti mantengono il massimo riservo e parlano di un momento estremamente delicato nelle indagini. Il fascicolo è sul tavolo del sostituto Irene Scordamaglia, e per ora l’ipotesi di reato sembra essere quella di “istigazione al suicidio”.

Intanto, sono terminati i rilievi scientifici e le analisi, e i resti della ragazza sono stati finalmente restituiti alla famiglia. Oggi, i funerali di Giulia Di Sabatino nella Chiesa di San Nicola a Tortoreto. Sarà un addio dolorosissimo per una morte che non ha ancora trovato un perché.

autore / intelligo
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