Migranti, M. Fini: "Usa hanno creato tutto: ora per forza con Assad. Se fossi musulmano..."

17 settembre 2015, Andrea De Angelis
La questione migranti continua a impensierire l'Europa la quale, probabilmente, avrebbe fatto meglio a preoccuparsene già da tempo. Ungheria, Serbia, Austria, Croazia. Fino alla Germania. E poi la Francia che sarebbe pronta ad intervenire militarmente in quella Siria di Assad dove gli Stati Uniti potrebbero cambiare completamente strategia. Seguendo la Russia. 
Di questo IntelligoNews ne ha parlato con il giornalista e scrittore Massimo Fini, il quale pur elogiando Angela Merkel ha puntato il dito contro il silenzio verso una parte di immigrazione...

Migranti, M. Fini: 'Usa hanno creato tutto: ora per forza con Assad. Se fossi musulmano...'
La Serbia protesta contro i metodi usati dall'Ungheria verso i migranti. Un richiamo prevedibile o sorprendente?

«Credo che sia prevedibile nel senso che noi abbiamo fatto guerra ai serbi, ma non sono certo dei mascalzoni. Visto che la cosa avviene alle loro frontiere, mi pare quasi ovvia questa protesta. Si ha una percezione spesso sbagliata dei serbi». 

In molti hanno parlato di un dietrofront di Angela Merkel verso i migranti, ma è davvero così?

«Merkel ha preso un provvedimento giusto concedendo il diritto di asilo ai profughi che vengono dalle guerre, in particolare i siriani. Non è vero che se l'è, come si dice, rimangiato, ma visto il grande afflusso è giusto regolarizzarlo. Siamo dunque ad una sospensione temporanea. Dico questo perché noto che si accusa sempre la Merkel, quasi a prescindere, mentre in realtà è l'unico statista europeo all'altezza. C'è però una questione che non viene mai analizzata».

Ovvero?

«I migranti economici restano fuori da questo sacrosanto diritto di asilo. Coloro i quali vengono da Paesi ridotti alla fame dell'Africa sub-sahariana dove nella maggioranza dei casi non c'è nessuna guerra, ma c'è appunto la fame che non c'era fino al 1970». 

Mi sta dicendo che questa solidarietà in realtà finisce per discriminare una parte?

«Sì, nonostante il provvedimento della Merkel sia giustissimo, però per il momento discrimina una parte che muore letteralmente di fame. Il punto è che fino al 1970 quell'Africa che adesso viene verso di noi era autosufficiente da un punto di vista alimentare. Cos'è successo dopo? Alla ricerca di mercati nuovi essendo i nostri saturi, l'Occidente ha introdotto lì il suo modello distruggendo l'autoproduzione e l'autoconsumo con il quale quei popoli avevano vissuto per secoli, anzi millenni. Questo non viene mai sottolineato». 

Una verità troppo scomoda?

«Certo, troppo scomoda perché lì stanno le nostre più gravi responsabilità. Certo, Orban è un delinquente a fare quello che fa, ma ci sono ragioni profonde della migrazione che non vengono mai alla luce». 

Venendo alle responsabilità di cui si parla di più, ma che seguendo il suo ragionamento sono meno gravi, oggi l'Occidente, Stati Uniti compresi, è a un bivio: pro o contro Assad?

«Gli Stati Uniti hanno creato questa situazione perché considerando Assad un dittatore sanguinario hanno deciso di aiutare gli insorti. Peccato che fra gli insorti ci fossero quelli dell'Isis che si sono pappati in quattro e quattr'otto tutta l'altra insorgenza. Da lì nasce il cortocircuito. Detto questo, è ovvio che i russi hanno fatto l'unica mossa intelligente perché l'Isis può affondare solo verso Damasco. Da una parte c'è infatti l'Iran e oltre Baghdad non può arrivare, dall'altra c'è la Turchia e certamente non può sfondare. Invece se non viene aiutata la Siria può essere presa in un attimo».

Quindi ha ragione Putin?

«Quindi oggi volendo intervenire indubbiamente bisogna intervenire a favore di Assad».

Anche gli Stati Uniti?

«Soprattutto gli Stati Uniti, ma attenzione: né gli americani, né gli europei e vedremo fino a che punto i russi sono in grado di mandare uomini sul terreno. Se si vuole combattere l'Isis bisogna aiutare Assad e scendere sul terreno. Lo dico a malincuore perché da sempre sono stato contro qualunque intervento in altri mondi e devo dire che la storia mi ha dato ragione: a furia di intervenire sul mondo musulmano, noi abbiamo creato un pericolo reale. Se fossi musulmano, se fossi da quella parte lì non sono così certo che non sarei nell'Isis...».
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