Dalle balene ai tonni: come l'uomo uccide i grandi animali marini

17 settembre 2016 ore 14:43, Adriano Scianca
Non solo balene, ma grandi lumache di mare, tonni, merluzzi. Le grandi specie marine sono a rischio estinzione. E, neanche a dirlo, l'ecocidio ha un colpevole: l'uomo. A denunciarlo è uno studio dell'università americana di Stanford, pubblicato sulla rivista Science. La ricerca spiega che le attività umane stanno provocando un'estinzione di massa senza precedenti di animali marini, senza paragone con quelle avvenute milioni di anni fa per cause naturali. Le specie più colpite sono quelle di grandi dimensioni, come i cetacei, che giocano un ruolo fondamentale per gli ecosistemi. 

Dalle balene ai tonni: come l'uomo uccide i grandi animali marini
Lo studio ha preso in esame 2.497 gruppi di vertebrati marini e molluschi e ha comparato il numero e la qualità delle specie estinte in questo periodo con quelle sparite nelle cinque grandi estinzioni di massa che hanno contraddistinto la storia della Terra. Ebbene, la tendenza attuale alla sparizione di specie di grandi dimensioni non ha precedenti. Le precedenti estinzioni di massa, infatti, si erano limitate a quelli di dimensioni più piccole. "L'abbiamo visto un sacco di volte - ha commentato uno degli autori, Noel Heim -. Gli umani entrano in un nuovo ecosistema e gli animali più grandi sono uccisi per primi. Gli ecosistemi marini finora erano stati risparmiati, perché fino a poco tempo fa gli umani non avevano la tecnologia per pescare nel mare profondo su scala industriale". 

Qualche esempio? La scomparsa dalle barriere coralline delle grandi lumache di mare, senza le quali si sono moltiplicate le stelle marine che mangiano il corallo. Esemplare è anche il rischio di estinzione di tonni e merluzzi, a causa della pesca intensiva.
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