Strage di Vergarolla: il 18 agosto 1946 morivano a Pola 80 persone. Chi le ricorda oggi?

18 agosto 2015, Americo Mascarucci
Di Raffaele Mancino

Strage di Vergarolla: il 18 agosto 1946 morivano a Pola 80 persone. Chi le ricorda oggi?
Il 18 agosto è una data tragica per gli esuli di Pola, che anche quest’anno sono tornati a commemorare l’anniversario della strage di Vergarolla avvenuta nell’estate del 1946. Una strage compiuta in tempo di pace, sulla spiaggia di Vergarolla mentre la stessa era gremita di bagnanti che stavano assistendo alle gare di nuoto organizzate dalla società di canottieri “Pietas Julia”. 

In quel momento l’Istria italiana era occupata dall’esercito Jugoslavo che ne rivendicava la sovranità, mentre Pola era posta sotto amministrazione britannica. Questo perché la città era popolata in maggioranza da italiani, si sentiva italiana e non ne voleva sapere di passare sotto il regime di Tito

Quel 18 agosto del 1946 circa nove tonnellate di esplosivo furono fatte saltare in aria mentre centinaia di persone, fra cui molte donne e bambini, stavano assistendo alle gare. Oltre ottanta persone morirono nell’esplosione, altre rimasero sotto le macerie del capannone della Pietas Julia; sul principio l’esplosione fu attribuita dalle autorità britanniche ad un fatto accidentale. 

Si disse infatti che si trattava di bombe collocate in precedenza sulla spiaggia dai tedeschi per fermare lo sbarco alleato, materiale bellico che era stato ispezionato e messo in sicurezza dagli stessi britannici con il contributo dei militari italiani, esploso forse a causa del troppo calore; ipotesi però che sin da subito non convinse affatto i familiari delle vittime, né i militari italiani che avevano partecipato alle operazioni di disinnesco delle mine, convinti di trovarsi di fronte ad un attentato di matrice slava. 

Anche le indagini degli inglesi ad un certo punto non poterono che confermare la pista dell’attentato terroristico anche se soltanto in tempi recenti, grazie alla pubblicazione di documenti tratti dall’archivio inglese all’epoca secretati dalle autorità britanniche, si è avuta conferma della diretta responsabilità dell’OZNA, la Polizia segreta di Tito, nella strage.

L’attentato in pratica sarebbe rientrato in una precisa strategia del terrore, rivolta ad intimorire gli italiani con l’obiettivo di costringerli a lasciare Pola e far sì che questa fosse ceduta dagli alleati definitivamente alla Jugoslavia come poi avvenuto. 

Pola oggi è una città della Croazia, i croati dopo la pubblicazione dei documenti inediti, hanno contestato la veridicità dell’informativa rinvenuta nell’archivio inglese nella quale si identifica l’Ozna come responsabile della strage, sostenendo che la stessa non sarebbe attendibile essendo stata redatta da un reparto speciale dei Carabinieri italiani che collaborò alle indagini dell’epoca. 

E indovinate un po’ dove sarebbe la non attendibilità del documento? Nel fatto che quel reparto speciale sarebbe stato composto in larga parte da ex fascisti quindi pregiudizialmente ostili ai titini. Una tesi, quella di parte croata, non più accettabile dopo che finalmente, seppur con notevole ritardo e senza che sulla questione sia maturata mai una seria coscienza nazionale, si è iniziato a fare luce sul dramma delle foibe e su quello che molti hanno definito “l’olocausto” degli italiani in Istria. 

Per anni l’Occidente ha accuratamente evitato di dare troppo fastidio al “carnefice” Tito, specie dopo la rottura fra questi e Stalin, e la “non ostilità” della Jugoslavia comunista nei confronti della Nato e del Patto Atlantico. Così, per oltre cinquant’anni, si è accuratamente evitato di alzare troppo il sipario sugli orrendi crimini compiuti dalle truppe titine contro gli italiani dell’Istria e si è accettata la cessione di Pola alla Jugoslavia con il conseguente esodo degli italiani che vi abitavano. 

I martiri di Vergarolla continuano purtroppo ad essere dimenticati, soprattutto perché di questo terrificante episodio non vi è traccia sui libri di storia. Quanti studenti di oggi, ma anche di ieri o dell’altro ieri, sanno effettivamente cosa è avvenuto a Pola il 18 agosto del 1946? Pochi, anzi nessuno, e soltanto la tenacia degli esuli ha permesso per anni, e continua a permettere tutt’ora, che quei morti non siano dimenticati. Non erano soldati ma civili che stavano su quella spiaggia per godersi una giornata d’estate assistendo ad una manifestazione sportiva. L’unica colpa che avevano era quella di essere italiani e di voler restare tali.
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