Immigrazione: dalla Macedonia all'Italia, sempre più preoccupante il quadro europeo

18 agosto 2015, Marco Guerra
Immigrazione: dalla Macedonia all'Italia, sempre più preoccupante il quadro europeo
Almeno cinque migranti sono annegati stanotte nel tentativo di raggiungere la Grecia dalla Turchia, mentre in Macedonia un migrante è morto mentre camminava lungo i binari della ferrovia vicino al confine con la Serbia, dopo essere stato investito da un treno. 

Anche nelle ultime 24 ore si registrano nuove vittime lungo le rotte dell’immigrazione che portano al Vecchio Continente. Intanto sull’altro fronte dell’emergenza, quello della rotta italo-libica, si segnala l’arresto di otto extracomunitari ritenuti gli scafisti del barcone con 312 migranti e 49 cadaveri arrivati ieri a Catania. 

Non accenna dunque ad attenuarsi il flusso di migranti diretto verso le coste elleniche e italiane, un ondata che - ha affermato il cancelliere tedesco Angela Merkel in un'intervista alla tv Zdf - "preoccupa di più rispetto alla questione della Grecia e della stabilità dell'euro". La questione dell'asilo sarà la prossima grande sfida per l'Ue, nella quale – ha aggiunto Merkel - "mostreremo se saremo davvero in grado di intraprendere un'azione comune". 

Nel frattempo però è ancora non operativo l’accordo per la ricollocazione di 32mila richiedenti asilo presenti in Itala e Grecia, sebbene la misura di questo impegno è poca cosa rispetto ai 90mila arrivi nei primi sei mesi del 2015 sul territorio italiano, e ai 38mila migranti che si stima che siano passati in questo ultimo mese per la Macedonia. 

Un’intensificazione del flusso sulla rotta balcanica che coincide con la prossima conclusione del muro costruito dalle autorità di Budapest lungo il confine tra Ungheria e Serbia. 

In Italia invece è polemica per l’aumento dei migranti inviati nelle regioni settentrionali guidate dal centro-destra. In Lombardia e Veneto è infatti raddoppiato il numero dei profughi nei centri di accoglienza. Durissime le parole del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni espresse su twitter: "Sull'immigrazione un governo incapace non sa fare altro che imporre con la forza invio di clandestini nelle Regioni di centrodestra. E guerra sia". 

Diversi esponenti di Forza Italia si sono però dissociati dalla linea dura salviniana. “Dobbiamo evitare – spiega il parlamentare azzurro Osvaldo Napoli - che il voto moderato, di fronte alla radicalizzazione del quadro politico, emigri verso altri lidi”. Di tutt’altro tono le dichiarazioni del senatore di Fi, Lucio Malan, secondo il quale l'Italia deve essere pronta a inviare i militari in Libia per frenare il traffico dei migranti. 

Paradossalmente, a mettere tutti d’accordo è stato il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Bagnasco, che ha esortato l’Onu a fare di più per emergenza immigrazione. Appello che ha raccolto il plauso di tutti i principali esponenti del Carroccio.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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