Prestipino (Pd): «Rodotà il mio candidato preferito. Ho detto no a Marchini per Marino. E se anche la Moretti ha tradito Bersani...»

18 aprile 2013 ore 17:39, Marta Moriconi
Prestipino (Pd): «Rodotà il mio candidato preferito. Ho detto no a Marchini per Marino. E se anche la Moretti ha tradito Bersani...»
«La creatura di Bersani, Alessandra Moretti, ha votato scheda bianca? La dice lunga sullo stato di salute del partito». A parlare è Patrizia Prestipino che, dopo aver partecipato alle primarie del Pd per il Campidoglio,  ora è in campo a sostenere la candidatura di Ignazio Marino nel rispetto del protocollo 'Roma Bene Comune'...  ma anche perché con Ignazio ha un «bellissimo rapporto, tra l’altro personale, nato in campagna elettorale». E sul voto del Colle ha le idee chiarissime: «Votare Rodotà era un’opportunità per il Pd»… Alla ricerca di un Presidente della Repubblica. Cosa pensa, da esponente del Pd romano, di quello che sta succedendo? Il suo partito è ormai spaccato… «Penso che  si siano alzati troppo i toni, da una parte e dall’altra. E non era il momento di farlo. L’aggressività reciproca ha prodotto questi frutti. Ma un dato che è fondamentale: la reazione rabbiosa di Renzi è dovuta ad uno sgarbo politico, più che personale. Ed è stato un errore enorme. E’ l’uomo che ha perso le primarie con il 40%, il sindaco di una delle città più belle del mondo,  quanto a popolarità si attesta al 53%, come si può decidere di impedirgli di fare il grande elettore del presidente della Repubblica.? E’ evidente che è stato fatto apposta. Il che non toglie che Matteo con i suoi toni di risposta abbia  esagerato; poteva giustamente protestare,  ma in un altro modo. Queste cose non fanno bene all’immagine della politica e la situazione ormai è precipitata». Bersani: 40 giorni circa di trattative inutili. Addirittura la fedelissima bersaniana Moretti ha cinguettato adesso: «Ho votato scheda bianca. La ricerca di un’ampia intesa parlamentare non può dividere il PD, né ignorare la voce del paese reale». «Parliamo della creatura di Bersani. Creata in laboratorio da lui. Comunque lei  aveva già iniziato a fare dei distinguo un po’ strani. Tanto che Renzi fece una bellissima battuta su Alessandra e sulla Bindi: parlò di tiro al bersaglio sul segretario. E questo aspetto te la dice lunga sullo stato di salute del partito. E’ mancata anche la capacità di scegliere persone affidabili. Io di tradimenti ne ho subiti tanti. Ma non farei mai uno sgarbo a chi devo qualcosa». Infatti è in campagna elettorale per le comunali di Roma a sostegno del vincitore delle primarie Ignazio Marino. «Appunto. Eppure mi stanno arrivando pressioni per passare con Alfio Marchini. Ma ho risposto di no. Ho firmato il protocollo ‘Roma Bene Comune’, dove mi impegno ad aiutare il vincitore delle Primarie. E non solo. Con Marino ho un bellissimo rapporto, tra l’altro personale, nato in campagna elettorale. Mi ha chiesto di mettermi a disposizione del partito e lo faccio per portare il mio contributo alla causa. Non sceglierei mai Marchini solo perché ho perso». Marino vota Rodotà. Anche a lei piace, in un post sul Facebook l’ha scritto prima di tutti, ieri mattina, ricevendo molti ‘mi piace’… «Si, proprio ieri mattina l’avevo scritto: Rodotà è un’opportunità e significa andare incontro alle esigenze della base. L’ho pensato e messo nero su bianco ancora prima che lo dicessero Renzi o Marino. Bersani doveva  semplicemente avere il coraggio di fare una scelta di rottura e portare Rodotà senza farselo suggerire da Grillo. Ormai c’è uno scollamento evidente tra vertice e base». Grillo ha fatto un trappolone al Pd? «Certo, Grillo sono mesi che lavora per rompere il Pd. L’ha dilaniato come una bomba. Ogni volta butta sul tavolo un tema che, guarda caso, spacca la sinistra. L’ha sempre fatto, anche con la proposta del finanziamento pubblico ai partiti… quando ho parlato di Pil della felicità, che è una proposta che piace molto a Marino, non ho fatto altro che mettere in campo delle idee. Così sarebbero i grillini a doverci scippare le proposte e non noi inseguire le loro». Franco Marini presidente. Perché no? «Io sono amica personale di Franco Marini, anche della moglie, è una persona meravigliosa. Vengo dalla margherita e lo conosco bene. Ma non è il candidato che risponde alla base». Tabacci infatti, si è dichiarato non contro Marini, ma ha parlato di «metodo sbagliato». «Ma tu ti rendi conto che un democristiano che non vota un democristiano. Anni indietro non sarebbe mai successo. La situazione è incontrollabile,. Anche i montiani si sono spaccati sul voto segreto». E Giuliano Amato? «Cambio Paese piuttosto». E ora? Cosa succederà dopo l’elezione del Presidente della Repubblica nel Pd? «Da semplice osservatore politico lo dico: non si può andare avanti così. O si fa una sorta di governissimo per fare la legge elettorale e ad ottobre si ritorna al voto o non saprei. Adesso, poi, occorre andare subito alle primarie, sperando che questa volta, però, le primarie siano molto aperte. Sono dell’opinione che la maionese impazzita si possa solo che buttare. Comunque ora votiamo il Presidente della Repubblica. Anche se non vorrei che si tratti di un escamotage per poi convergere sul nome di D’Alema. Marini, così, sarebbe stato solo un capro espiatorio. Quanto al congresso sarà probabilmente dopo le estate».  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]