Dolcenera testimonial Earth Day Italia: "Vivo tra ulivi e animali. Stasera canterò questa bellezza"

18 aprile 2015, Andrea Barcariol
Dolcenera testimonial Earth Day Italia: 'Vivo tra ulivi e animali. Stasera canterò questa bellezza'
Come spingere i giovani a comportamenti virtuosi sfruttando il potere della musica? Lo racconterà, e in parte lo ha già anticipato a noi, la cantante Dolcenera, testimonial Earth Day Italia 2015. Lei si esibirà sabato 18 alle 21,30 per dimostrare che musica e arte "non dormono" di fronte ai grandi questioni ambientali, ma l'evento è una due giorni (il weekend appunto del 18-19 aprile) che si tiene al Villaggio per la Terra allestito al Galoppatoio di Villa Borghese. Intrattenimento e ingresso completamente gratuito per dire che siamo tutti col pianeta.

Dolcenera com'è il suo rapporto con la natura?

"Da circa sei mesi, dopo anni vissuti in centro, ho deciso di andare a vivere in collina, nei pressi di Firenze. All'inizio non è stato facile, ma adesso quel rapporto diretto con la natura ha migliorato il mio stile di vita che per il mestiere che faccio è sempre molto burrascoso, sempre in giro a cercare elementi di equilibrio adattandosi alla situazione del momento. Tornare a casa significa scrollarsi di dosso la stanchezza, lo stress, grazie all'ambiente che mi circonda, riesco ad acquisire serenità. Vivo tra ulivi, pini, alberi da frutto e animali selvatici: succede di incontrare istrici, cuccioli di cinghiale. L'altra sera al ritorno delle prove musicali per EarthDay l'incontro con un cerbiatto. Che meraviglia!".

Nella vita quotidiana riesce ad avere comportamenti virtuosi sotto il profilo della sostenibilità ambientale?

"L'impegno è quello di cercare nel quotidiano ad avere rispetto sin dalle piccole cose, trasformando i piccoli gesti in abitudine, in automatismi. Credo che l'educazione passa da questi meccanismi".
 
La musica è lo strumento migliore per sensibilizzare i giovani sulle tematiche ambientali?

"La musica è una forma d'arte e come ogni forma d'arte ha un suo linguaggio universale. Proust la definiva "la comunicazione delle anime". Si scontra però con la sensibilità di ognuno di noi che è molto fragile e subisce quotidianamente tante pressioni. Quindi la musica non può bastare, come non può bastare nessun altro tipo di comunicazione da sola. Bisogna lavorare sulla frequenza quotidiana di questa comunicazione per poter sensibilizzare".
 
Che sensazioni provi a esibirti in una location così bella e prestigiosa come Villa Borghese?

"E beh! Qualche scampagnata a Villa Borghese con amici romani, quando ero un'universitaria, è capitata anche a me. Il cuore di Roma pulsa di bellezza e sará divertente e gratificante suonare in un posto così suggestivo".

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