Codice Appalti: via “il massimo ribasso” e stop alla corruzione, palla all’Anac

18 aprile 2016 ore 13:21, Luca Lippi
Cos’è il nuovo codice appalti? E’ l'evoluzione normativa del Dlgs 163/2006, venerdì ultimo scorso è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il nuovo Codice degli Appalti Pubblici, definito da Matteo Renzi: "Una mastodontica operazione di riscrittura che chiude la strada alla corruzione e continua nella direzione di sbloccare i lavori in Italia".
Il testo definitivo del Nuovo Codice Appalti è stato chiuso tra il 13 e il 14 aprile, e adesso è stato approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri. E’ prevista la pubblicazione e l’entrata in vigore del testo oggi stesso, in tempo per la scadenza dei termini previsti dalle direttive europee.
Cosa cambia? Cambiano le procedure non sostanzialmente ma nella gestione dei tempi, sostanzialmente; i nodi principali su cui si è discusso prevalentemente e su cui si è incentrato l’esame del Cdm hanno riguardato:
Il massimo ribasso, che è il criterio di assegnazione degli appalti; con la cancellazione dell’istituto del massimo ribasso, ossia la possibilità di assegnare le commesse soltanto sulla base del prezzo offerto dalle imprese. Dal CdM è emersa l’esigenza e la volontà di cassare questa possibilità dall’ordinamento, mantenendola esclusivamente per i microappalti sotto i 150mila euro.
Altro nodo che si tenta di sciogliere è l’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione). Il ruolo dell’ANAC, è quello soprattutto di svolgere il compito di proporre le linee guida di attuazione del codice in sostituzione del vecchio regolamento appalti. Questo per rispondere al seguente scopo: sostituire l’ipertrofia normativa con una regolamentazione flessibile (la cosiddetta soft law) in grado di rispondere in maniera più veloce alle sollecitazioni del mercato. Inoltre il nuovo Codice Appalti affida all’ANAC diversi compiti nuovi.

Codice Appalti: via “il massimo ribasso” e stop alla corruzione, palla all’Anac

Altro nodo è il passaggio dal vecchio al nuovo sistema, il nuovo Codice degli Appalti entrerà in vigore il 18 aprile con l’ANAC che ha bisogno di un periodo di almeno 3 mesi per emanare il vademecum attuativo. Nel periodo di interregno verrà ancora applicato il vecchio regolamento con il rischio però di creare un vero e proprio caos sia per le amministrazioni che per le imprese.
Il Presidente del Consiglio sottolinea la buona progettazione, che insieme alla trasparenza e alla lotta alla corruzione è uno dei cardini della riforma: “In gara andava progetto preliminare, quindi si era esposti a problemi, lievitavano costi e tempi di realizzazione”. Ora in gara andrà il progetto esecutivo, ma non solo: “Inseriamo il principio del dibattito pubblico con la certezza dei tempi. Se vogliamo fare una grande opera coinvolgiamo la popolazione ma con tempi certi”.
 Matteo Renzi non perde l’occasione per ricordare: "Il sistema degli appalti è partito da 36mila stazioni appaltanti, 14 anni di media per realizzare un’opera sopra i 100 milioni di euro, di cui 4 anni dovuti ai ritardi burocratici, 660 articoli e 1500 commi più norme successive e competenze sovrapposte. Con la riforma si scende a 217 articoli più le linee guida generali affidate all’Anac”.

autore / Luca Lippi
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