Bce, l'euro non terrà? Draghi non regge l’Europa da solo contro nuovi shock

18 aprile 2016 ore 13:23, Luca Lippi
Le parole esatte di Mario Draghi sono state: “2015 è stato anno di ripresa, interrogativi su nuovi shock”. Le parole sono state pronunciate durante la Presentazione del Rapporto annuale 2015 della BCE.Le misure adottate dall' Eurotower, ha continuato Draghi, "hanno ribadito che, anche dinanzi a forze disinflazionistiche su scala mondiale, la BCE non si piega a un livello di inflazione eccessivamente basso..."
In sintesi Mario Draghi offre un’analisi lucida della situazione anche se in contesti diversi, per esempio intervenendo al Consiglio di Stato del Portogallo dice: “Far funzionare l' unione monetaria alla lunga non è un lusso, è una necessità perché l'Europa prosperi”, nel medesimo intervento parla a nuora perché suocera intenda e sottolinea il suo richiamo ai Governi sulla politica fiscale e le riforme strutturali. Il banchiere centrale riconosce che in molti Paesi lo spazio nel bilancio pubblico è limitato e che occorrerebbe evitare di allargare le maglie della politica fiscale al punto in cui perdono credibilità.

Bce, l'euro non terrà? Draghi non regge l’Europa da solo contro nuovi shock

"Il 23 novembre l'Eurogruppo ha esortato i paesi a rischio di non conformità ad adottare le misure aggiuntive necessarie a fronteggiare i rischi indicati dalla Commissione: ma è importante che il risanamento di bilancio sia favorevole alla crescita". 
tuttavia Draghi non può fare altro che sperare, blandendo ora la carota della liquidità "sussidiata" per far ripartire prezzi e attività economica, ora il bastone della vigilanza bancaria, per convincere chi si è adagiato su comode rendite di posizione che quell'epoca è finita.
Incertezza sull'economia globale, stimoli deflazionistici e interrogativi sul futuro dei giovani e dell'Europa sono dunque al centro del messaggio che il governatore della Bce, Mario Draghi, ha scritto nell'editoriale del Rapporto 2015 della Banca centrale. "Il 2015 è stato un anno di ripresa per l'economia dell'area dell'euro".
La Bce ritiene necessario completare rapidamente l'unione bancaria con un sistema unico di garanzia dei depositi il cui negoziato a livello dell'Ecofin appare arenato. Riguardo le imprese italiane, vivono in affanno e le donne fanno ancora fatica a trovare lavoro.
Draghi ha poi ribadito che la Bce non si piegherà a un'inflazione troppo bassa: "A fine anno abbiamo ricalibrato la nostra politica per fronteggiare nuovi effetti avversi derivanti dagli andamenti economici mondiali, che hanno nspinto al ribasso le prospettive di inflazione".
In particolare, nel documento il  vicepresidente Vitor Constancio afferma che  il vero problema dell'Italia sui conti pubblici è rappresentato "dall'elevato livello del debito, che viene dal passato", perché invece sul versante del deficit di bilancio la Penisola si è sempre mantenuta entro la soglia del 3% del Pil. 
In conclusione, l’impressione che ne ricaviamo è che Mario Draghi comincia a nutrire seri dubbi sulla tenuta dell’Euro!

autore / Luca Lippi
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