Referendum trivelle, in Veneto affluenza record. Zaia a Renzi: "Ci vediamo ad ottobre"

18 aprile 2016 ore 14:05, Americo Mascarucci
Il referendum è fallito, ma c'è comunque chi anche nella sconfitta ha motivo per gioire.
E' il caso del Governatore del Veneto Luca Zaia, la Regione che ha promosso più di tutte la consultazione anti-trivelle dove l’affluenza è stata del 37,8% di gran lunga superiore alla media nazionale.
Merito forse dall'ampio schieramento trasversale a favore del sì che andava dalla Lega alla sinistra più estrema.
I sì hanno sfiorato l'80% ma la mancanza di quorum ha reso il risultato di fatto inutile. 
"Ma un risultato politico c’è stato- commenta soddisfatto Zaia - l’affluenza in Veneto è stata tra le più elevate d’Italia nonostante il silenzio dei grandi media e l’azione di boicottaggio di Renzi e del suo Governo. Chi ha descritto la consultazione come un voto pro o contro il premier, ha compiuto una forzatura, troverei sgradevole che ora qualche politico-lobbista cantasse vittoria. L’unico esito concreto è che d’ora in avanti chi estrae idrocarburi nelle dodici miglia dalle nostre coste, potrà farlo senza scadenze temporali né limiti di quantità; le concessioni esistono per i porti e gli aeroporti, per le autostrade e le acque, per le cave e le discariche. Non per il petrolio e il gas naturale, che pure sono un bene di tutti".

Referendum trivelle, in Veneto affluenza record. Zaia a Renzi: 'Ci vediamo ad ottobre'
Però il quorum è stato ben lontano dall'essere raggiunto: "Credo sia tempo di eliminare il quorum referendario - risponde il Governatore leghista - è giusto che a confrontarsi siamo le ragioni opposte, a viso aperto, non che i contrari alla consultazione si rifugino nell'astensionismo per sabotare il voto. È un atteggiamento sleale. Io credo che in democrazia gli assenti dalle urne abbiano torto e non debbano essere premiati diventando gli arbitri del risultato finale. Ricordo che negli Stati Uniti il presidente è scelto dal 25-30% degli aventi diritto al voto e nessuno obietta circa la sua legittimità. Ora la madre di tutte le battaglie sarà il referendum costituzionale di ottobre - conclude Zaia - speriamo si svolga senza trucchi e ad armi pari".
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