Trivelle, Adinolfi: "Renzi procede per strappi. Ddl Cirinnà sarà l'ultima (grave) tentazione"

18 aprile 2016 ore 15:12, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce, presidente nazionale de Il Popolo della Famiglia e candidato sindaco a Roma, esamina l'esito del referendum di ieri, pone l'attenzione su quanto accadrà a ottobre e lancia un appello a Renzi sul ddl Cirinnà.

Non è stato raggiunto il quorum per il referendum. Come giudica questa vittoria dell’astensionismo?

«E' ovvio che chi ha puntato sull'astensionismo ha vinto, va però valutato il fatto che una percentuale molto significativa di italiani, praticamente 1 su 3 ha disobbedito al diktat del governo che è stato istituzionalmente scorretto. Non si può fare campagna per l'astensione partendo da una posizione così importante come Palazzo Chigi. Questa sgrammaticatura ha prodotto una ferita, tra le tante, come quella ad esempio mettere il voto di fiducia in Senato sul ddl unioni civili, facendo anche in quel caso una grave forzatura essendo una legge di coscienza. La vera battaglia politica ora sarà sul referendum costituzionale».

Pensa che, considerati anche i 16 milioni che sono andati a votare, Renzi dovrebbe aver paura del referendum costituzionale del prossimo ottobre?

«Se Renzi continuerà a procedere per strappi istituzionali non potrà che avere una brutta sorpresa dal referendum di ottobre che consegna un potere enorme all'eventuale Presidente del Consiglio successivo. Già in questa legislatura Renzi ha fatto delle pesanti forzature, come quelle che ho descritto, ciò non depone a favore della tranquillità del cittadino che gli dovrebbe consegnare ulteriori poteri. Parliamo di poteri fortissimi perché il combinato disposto dell'Italicum con la riforma costituzionale assegna a chi vince le elezioni, anche solo con il 30% dei voti, il potere di decidere il 90% delle cariche, il controllo sulla Rai, sulla Corte Costituzionale. Insomma è un impianto molto pericoloso. Se si mettono insieme tutte queste forzature e si ricorda che il referendum costituzionale è senza quorum, io credo che la partita di ottobre sia quanto mai aperta».

Trivelle, Adinolfi: 'Renzi procede per strappi. Ddl Cirinnà sarà l'ultima (grave) tentazione'
Praticamente diventerà un referendum solo su Renzi?


«E' già un referendum su Renzi, perché questo Renzi ha voluto. Gli italiani non voteranno sui 60 articoli della Costituzione che sono stati toccati e modificati ma sul Premier. I suoi comportamenti dal punto di vista della grammatica costituzionale sono stati estremamente disordinati».


E’ scoppiata la polemica sul tweet di Carbone che ha scritto #ciaone in riferimento al mancato raggiungimento del quorum.

«Non mi appassionano questi dibattiti che nascono da un tweet, quella è la vita della rete. Io subisco centinaia di messaggi di insulto al giorno e mi sono abituato. Il tweet sicuramente non è stato elegante e mantiene quella continuità istituzionale di cui ho parlato, ma non mi sembra un elemento su cui la politica e il giornalismo italiano debba interrogarsi più di tanto. Ho letto delle aperture su questa vicenda, francamente mi sembra eccessivo, questo è il sintomo di un problema di chi racconta la politica e non solo di chi la fa. Il prossimo appuntamento per noi sarà il voto sul ddl Cirinnà alla Camera dove Renzi dispone di una maggioranza vastissima. Superare forzature sui tempi, chiedendo le sedute notturne e magari mettere la fiducia anche alla Camera su un testo orribile e anticostituzionale sarebbe la prova che Renzi non ha capito la lezione. Lui pensa di aver vinto ma deve trarre una lezione da quanto accaduto. Ora misureremo subito la sua reazione dall'atteggiamento che avrà sul ddl Cirinnà. Da leader de Il Popolo della Famiglia su questo ddl chiediamo un ripensamento del Parlamento e della maggioranza».
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