Dilma Rousseff la "guerrigliera" verso l'impeachment, mentre Brasile è in ginocchio

18 aprile 2016 ore 16:02, Americo Mascarucci
Il parlamento brasiliano ha dato il via libera alla procedura di destituzione della presidente Dilma Rousseff accusata di aver truccato i conti dello Stato. 
L’ok di oltre 342 deputati della Camera  ha dato il via libera al percorso politico che dovrebbe portare all'allontanamento di Rousseff dalla poltrona di presidente del Brasile.  Adesso la parola passerà al Senato dove, diversamente dalla Camera, basterà la maggioranza semplice e non più quella qualificata per l'apertura dello stato d'accusa e per l'allontanamento dal potere per 180 giorni, in attesa del verdetto finale sull'impeachment, che necessiterà di una maggioranza dei due terzi del Senato. 
Naturalmente i sostenitori della presidentessa, ex guerrigliera erede di Luna hanno gridato al golpe e al tentativo di estromissione della Rousseff con metodi antidemocratici. In realtà l’accusa è pesante. Quella cioè di aver truccato i conti pubblici nascondendo i numeri della crisi economica per poter essere rieletta alla guida del Paese a capo della coalizione di estrema sinistra in continuità con l'esperienza di Lula. 

Dilma Rousseff la 'guerrigliera' verso l'impeachment, mentre Brasile è in ginocchio
Un Paese il Brasile che oggi si può definire in ginocchio che soffre il calo dell’export, il crollo del prezzo delle materie prime, un’inflazione senza precedenti, una disoccupazione in forte incremento e una crescita al rallentatore. 
In più c’è un livello di corruzione impressionante nella pubblica amministrazione e nel Governo travolto dallo scandalo legato  al colosso petrolifero Patrobras. 
L’inchiesta partita nel 2014 coinvolge 34 uomini politici della coalizione della Rousseff. I dirigenti della società sono accusati di gonfiare le commesse di circa l’1-3% per dare tangenti e finanziamenti illeciti ai partiti politici brasiliani. Si tratta del più grande caso di corruzione dell’America Latina. 
La rabbia nei confronti della Rousseff è letteralmente esplosa dopo che la presidente ha cercato di salvare il suo predecessore Lula Da Silva, coinvolto nello scandalo, nominandolo capo di gabinetto e garantendogli l’immunità parlamentare.

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