Lettera al ministro Orlando: "Ti taglieremo la testa". Cambio di passo dell'Isis?

18 dicembre 2015 ore 10:47, Andrea De Angelis
Lettera al ministro Orlando: 'Ti taglieremo la testa'. Cambio di passo dell'Isis?
"Entreremo a Roma e ti taglieremo la testa"
: una lettera di minacce scritta in arabo e contenete dei proiettili è stata inviata al ministro della Giustizia Andrea Orlando. La lettera aveva l’indirizzo scritto in inglese ed è stata recapitata al ministero.
I proiettili inseriti nella lettera, come riporta Il Corriere della Sera, sono due e sono Ak47, ovvero quelli da kalashnikov. L’indirizzo sarebbe stato scritto sulla busta con un normografo e la lettera sarebbe arrivata a Fiumicino e poi da lì in via Arenula, la sede del ministero. Sulla vicenda sta indagando la Procura di Roma.
La notizia, una volta battuta dalle agenzie nazionali, ha fatto presto il giro del mondo. A colpire in particolare la stampa estera sono i proiettili inseriti nella lettera, proprio quelli dei kalashnikov.

Il premier Matteo Renzi il giorno dopo gli attentati di Parigi, incontrando i capigruppo di maggioranza e opposizione delle Camere dopo gli attentati di Parigi, aveva detto: "Compito di chi governa è quello di dire con chiarezza agli italiani che non abbiamo minacce circostanziate, ma l'attacco di Parigi è un cambio di passo della minaccia terroristica in Occidente", aggiungendo che "questa nuova sfida che durerà anni".  Rileggere oggi quelle parole può non avere senso, ma l'escalation sembra evidente. Mai un ministro era stato minacciato in modo così esplicito. 
Andrea Orlando, nato a La Spezia nel 1969, è Ministro della giustizia nel governo Renzi dal 22 febbraio 2014 dopo essere stato Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nel governo Letta dall'aprile 2013 al febbraio 2014. Dal 2006 è membro della Camera dei Deputati dove è componente della Commissione bilancio della Camera e della Commissione parlamentare Antimafia.
Comincia l'attività politica giovanissimo. Nel 1989 diventa segretario provinciale della Federazione Giovanile Comunista Italiana e l'anno successivo viene eletto nel consiglio comunale della Spezia con il PCI; in seguito allo scioglimento del Partito Comunista Italiano, verrà rieletto con il PDS, di cui diviene capogruppo nel consiglio comunale della sua città nel 1993; nel 1995 diventa segretario cittadino del partito, nel 1997, primo degli eletti in consiglio comunale, è nominato assessore dal Sindaco Giorgio Pagano, prima alle attività produttive e poi alla pianificazione territoriale, incarico che svolge sino alle elezioni del 2002.
Nel 2000, entra a far parte della segreteria regionale come responsabile degli enti locali dei Democratici di Sinistra e nel 2001 diventa segretario provinciale; poi, nel 2003, è chiamato alla direzione nazionale del partito da Piero Fassino, prima con il ruolo di viceresponsabile dell'organizzazione, poi come responsabile degli enti locali (2005) e ancora, nel 2006, come responsabile dell'organizzazione entra a far parte della segreteria nazionale del partito. Lo stesso anno si presenta alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile venendo eletto nelle liste dell'Ulivo nella X circoscrizione (Liguria). Allo scioglimento dei DS, nel congresso dell'aprile del 2007, aderisce al Partito Democratico, diventandone Responsabile dell'Organizzazione nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni



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