L'orrore del tweet di Le Pen indigna i genitori: invece Aylan era politicamente corretto

18 dicembre 2015 ore 10:27, Americo Mascarucci
L'orrore del tweet di Le Pen indigna i genitori: invece Aylan era politicamente corretto
"Siamo molto arrabbiati. Le Pen cancelli subito quell’immagine".
Dopo la protesta dei genitori, Marine Le Pen ha rimosso dalla sua pagina Twitter la macabra foto di James Foley, il giornalista americano decapitato dall'Isis.  
Teste mozzate, corpi straziati, prigionieri arsi vivi: la leader del Front National è da ieri sera sotto inchiesta per aver postato sul suo account da 839mila seguaci le atrocità dell’Isis senza alcun ritocco o cautela in risposta a Jean-Jacques Bourdin, un giornalista che alla radio ha paragonato il partito anti-euro alla jihad. 
«#QuestoèIsis», ha ribattuto Marine Le Pen illustrando il nuovo slogan con le tre foto dell’orrore di cui due restano ancora in rete.  

 Foley, 40 anni, fu rapito nel nord della Siria nel novembre 2012 e poi ucciso per decapitazione nell’agosto 2014
Ora, fermo restando che è pienamente legittimo discutere sull'opportunità di mostrare o meno quelle immagini, appare francamente ipocrita indignarsi se qualcuno lo fa. Perché quelle non sono le immagini di un film horror o il prodotto di qualche videogioco virtuale, ma sono la fotografia di una triste, tragica realtà. La realtà dell'Isis è una realtà fatta di teste mozzate, gole tagliate, gente crocefissa, corpi arsi vivi, altri fatti a pezzi o schiacciati sotto i carri armati. 
E allora se è comprensibile che la pubblicazione di certe immagini può far male e non sempre è opportuno mostrarle, è decisamente ipocrita voltare la testa dall'altra parte e far finta che quelle cose non siano mai accadute, che siano soltanto frutto di una macabra rappresentazione scenografica. 
Il dolore dei genitori di Foley è comprensibile come anche il loro diritto di non veder strumentalizzato politicamente il suo corpo decapitato dai miliziani del Califfato. Tuttavia è discutibile la scelta di mettere Marine Le Pen sotto inchiesta per averle mostrate ancora di più se si pensa anche al motivo per cui la leader dell'estrema destra francese ha deciso di farlo; ossia la risposta al paragone, quello sì assurdo, fuori luogo e decisamente inaccettabile di un giornalista fra il Fronte Nazionale francese e l'Isis. 
E va detto che, di paragoni idioti come questo, in giro se ne sentono davvero tanti, troppi. E questo lascia presupporre che tanti, appunto troppi, parlino dell'Isis senza conoscere davvero cosa sia e soprattutto cosa faccia. Perché, che paragone può esistere fra partiti che, legittimamente chiedono l'uscita dall'Euro o il blocco dei profughi alle frontiere, con chi taglia la testa e la gola delle persone o le brucia vive nelle piazza? 
Un'ultima considerazione. E' sicuramente legittimo pretendere che i morti non siano strumentalizzati, ma allora che dire di Aylan il bimbo siriano trovato morto su una spiaggia e diventato suo malgrado il testimonial del dramma dei profughi? Le sue foto che hanno fatto il giro del mondo sono state sbattute sulle prime pagine di tutti i giornali, riproposte per giorni dai telegiornali, postate su tutti i social network e persino utilizzate nelle convention dei partiti per attaccare quanti si oppongono in Europa ad un'accoglienza senza regole. Quella non era una speculazione politica? I genitori del piccolo non avrebbero avuto tutto il diritto di non veder strumentalizzato il corpo senza vita del bambino?
Ah, scusate, quella era una speculazione "politicamente corretta". 
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