La Vezzali fa un "fioretto": Monti al Quirinale

18 febbraio 2013 ore 15:19, Lucia Bigozzi
La Vezzali fa un 'fioretto': Monti al Quirinale
I giochi sono aperti. Spada o fioretto non importa: a sei giorni dal voto l’imperativo è: colpire. Come la stoccata – forse inconsapevole - di Valentina Vezzali che però apre scenari nuovi nell’intreccio tra Palazzo Chigi e Quirinale. Nel dopo-Napolitano c’è Mario Monti, parola di schermitrice. Olimpionica.
Montiana e capolista di Scelta Civica nelle Marche, la Vezzali mette in onda (su SkyTg24) l’ipotesi che il Professore le avrebbe delineato un paio di mese fa: “Mi disse che era senatore a vita e che probabilmente sarebbe stato il prossimo presidente della Repubblica”. Scenario possibile? Di Monti in lizza per il Quirinale si era parlato molto ma sempre prima della sua ‘salita in politica’. Adesso che in politica c’è salito e sta bruciando le tappe di una campagna elettorale ‘cattiva’ (senza esclusione di colpi, per l’appunto) proponendosi come prosecutore di se stesso (il leit motiv è che non intende sprecare i risultati conseguiti in un anno), la news della Vezzali riapre le danze a ipotesi finora riposte in congelatore. Lo scenario appare tutt’altro che inverosimile. Dalle elezioni non uscirà una maggioranza autosufficiente e il centro montiano sarà sempre più ago della bilancia per la stabilità del nuovo esecutivo. Lo sa bene Bersani e lo sa pure Berlusconi nonostante le cannonate quotidiane contro il Prof. E’ Monti il grimaldello, è Monti che farà la differenza. Per questo sia Bersani che Berlusconi vogliono una partita a due, nel tentativo di marginalizzare i montiani. Ma un risultato Monti lo ha già raggiunto e ancor prima del voto: ha scardinato il bipolarismo e scolorito l’idea del leader carismatico. Come? Mettendo le idee davanti alle persone. In una situazione di probabilissima ingovernabilità, il futuro esecutivo potrebbe avere il fiato corto. Un anno, un anno e mezzo si pronostica nei palazzi della politica, poi di nuovo alle urne. In questo ‘interregno’ Monti giocherà comunque un ruolo strategico. Con due obiettivi. Il primo: può preparare il terreno al nuovo corso della politica, magari raccogliendo i pezzi (in parlamento) del berlusconismo ormai al tramonto e lavorando al partito dei moderati in chiave Ppe. Quello vero. Il secondo: puntare sulla sua credibilità garantendo un sostegno al nuovo esecutivo sulle riforme necessarie al Paese e contemporaneamente preparare il terreno a una legislatura costituente dove lo scacchiere del Quirinale avrà un peso specifico. E lo standing di Monti potrebbe, anche qui, fare la differenza. E se la stoccata della Vezzali avesse fatto punto? Altro indizio: presentando alcune candidate di Scelta Civica (Giulia Bongiorno, Stefania Giannini, Linda Lanzillotta, Katia Stancato, Maria Paola Merloni, Valentina Vezzali, Irene Tinagli) Monti si è definito leader temporaneo del movimento in attesa che una delle ‘sue’ donne ne “prenda la guida in una concorrenza cooperativa che la porterà ad affermarsi”. Semplice auspicio o disegno futuro pensando proprio al Colle?
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]