Bersani solo. Come il Papa

18 febbraio 2013 ore 15:31, Francesca Siciliano
Bersani solo. Come il Papa
«Ecco a voi il prossimo Presidente del Consiglio». Ha esordito così Matteo Renzi nel presentare Bersani, suo ospite a Firenze. Ma è davvero così sicuro, il leader del Pd, di riuscire a governare l'Italia stabilmente e per cinque anni? Oggi fa l'ago della bilancia. Sembra davvero che “tutti lo vogliono-tutti lo cercano”. E lui, ovviamente, se la tira. Da' un colpo al cerchio-Vendola, un colpo alla botte-Monti. Si sente il re al centro di questo bizzarro triangolo. Ma quando arriverà al governo, quando in Senato non avrà la maggioranza, quando i suoi 2-3 senatori gli tireranno lo stesso scherzo che fecero a Prodi nel 2006, cosa deciderà? L'alleanza con Vendola? Forse. Perché il leader di Sel non sembra così convinto di appoggiare i “cattocomunisti” del Pd e le loro ricette. Il governatore della Puglia potrebbe, infatti, preferire e dare il sostegno ai grillini del Movimento 5 stelle. Non fidandosi di Bersani e del suo amore silenzioso per Monti, che del resto ha appoggiato con la nota maggioranza ABC. Altra ipotesi: sarà proprio l'amato Monti a salvare il Pd con i suoi 25 Senatori? Forse. Ma come farà Bersani a conciliare le richieste dei “sinistri” con quelle più europeiste del Professore? E soprattutto: Monti e i “suoi” (Casini e Fini) come si comporteranno quando arriverà il momento di votare in favore del matrimonio omosessuale? E allora Bersani si troverà da solo, in una solitudine quasi papale. Potrebbe avere un paio di senatori in più, ma dovrà stare attento che non si ammalino, che non si rompano una gamba passeggiando in Transatlantico o che all'ultimo non decidano di veleggiare verso praterie più interessanti. Ma per ora non se n'è accorto. E continua a cullarsi in un 35% promesso dai sondaggi.
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