Sanremo-Fazio bis, nel segno del buonismo, dei gay e della blasfemia

18 febbraio 2014 ore 15:04, intelligo
Sanremo-Fazio bis, nel segno del buonismo, dei gay e della blasfemia
Oggi avrà inizio il Festival della Canzone Italiana e come ogni anno le aspettative sono quelle che sono. Perché Sanremo è Sanremo, e lo è ormai da 64 anni.
Perché evidentemente Sanremo è lo specchio della Nazione e a dimostrarlo sono i presentatori, gli ospiti e i cantanti in gara. Sì, perché Fabio Fazio e Luciana Littizzetto rappresentano fisicamente quella che oggi è l'ideologia italiana dominante. L'italiano medio, o almeno quello che l'italiano medio si vuole sentir dire. Ma la domanda da porsi è: se Berlusconi non è più il "nemico" da combattere, di chi si parlerà? La domanda è lecita vista anche la presenza in sala di Beppe Grillo. E se per anni quello di febbraio è stato il Festival dell'antiberlusconismo, con il supporto dei vari Crozza (presente tra gli ospiti anche quest'anno) e Benigni, cosa ci dobbiamo aspettare quest'anno? Queste non sono le uniche domande da porsi, perché abbiamo visto come nelle ultime edizioni questo evento stia perdendo smalto. Come fare quindi per risollevare il morale? Invitando ospiti di "livello"...
Sanremo-Fazio bis, nel segno del buonismo, dei gay e della blasfemia
Sanremo-Fazio bis, nel segno del buonismo, dei gay e della blasfemia
Ligabue
, Raffaella Carrà, le gemelle Kessler, Terence Hill, Tania Cagnotto e Armin Zoeggler. Tutte "icone" dell'Italia passata, presente e probabilmente futura. Tra gli ospiti ci sarà anche Rufus Wainwright. Per chi non lo conoscesse Rufus è un cantante canadese, reso famoso per la sua "cover" di Hallelujia (nel film Disney Shrek), autore del brano "Gay Messiah" e, non è difficile intuirlo, icona del movimento Gay. E da qui la prima polemica. Il consigliere della Rai Verro ha già richiamato via agenzia di stampa l’azienda: “Non si comprende perché il palco del Festival di Sanremo debba offrire visibilità ad un artista, come Rufus Wainwright, esclusivamente noto per i toni blasfemi delle sue canzoni. Una televisione di servizio pubblico non dovrebbe puntare su questo tipo di personaggi e polemiche per inseguire maggiori ascolti: altrimenti dove è la differenza con le tv commerciali. Spero che i vertici aziendali e di Rai uno vigilino con grande attenzione perché Sanremo è il Festival di tutti gli italiani e nessuno deve sentirsi offeso nei propri sentimenti civili e religiosi".  Eccolo allora svelato, non solo il modo in cui verrà innalzato l'audience, ma anche l'argomento del Festival 2014. Immancabile proprio perché dalle nostre parti (e non solo) non si parla d'altro.E anche per quanto riguarda i cantanti in gara le novità sono davvero poche (vista anche il "rifiuto" di Michele Bravi, il vincitore di X Factor di questa stagione e di Chiara Galiazzo). Tengono banco infatti la presenza di Francesco Renga, Giuliano Palma, Arisa, Ron, Noemi e Antonella Ruggiero. Tutti "assidui frequentatori" della kermesse sanremese. Poche novità, per lo più infatti sono vecchie conoscenze come Frankie Hi-Nrg mc. Dunque, se l'Italia è un Paese per "vecchi" lo è anche Sanremo. E non solo per l'età, ma anche (e soprattutto) per gli argomenti. I diretti interessati non temono nulla, ma se le premesse sono queste non ci sarà da stupirsi se, anche quest'anno, il grande Festival della Musica Italiana possa essere un fiasco.
autore / intelligo
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