Augello (Ncd): “Renzi come il Gatto e la Volpe, deficit di reputazione. Tanti no al Tesoro perché..."

18 febbraio 2014 ore 13:19, Lucia Bigozzi
Augello (Ncd): “Renzi come il Gatto e la Volpe, deficit di reputazione. Tanti no al Tesoro perché...'
“Renzi come i personaggi di Collodi alle prese con un problema di reputazione”. Senza spingersi al paragone esclusivo con Pinocchio, Andrea Augello senatore di Ncd a Intelligonews passa in rassegna la carrellata collodiana per dire che “dopo la deposizione di Letta il problema di Renzi è l’affidabilità”. Che detto da un potenziale alleato di governo nel giorno del faccia a faccia Renzi-Alfano, la dice lunga sulle tensioni di queste ore. E sui tanti no al Tesoro avanza un sospetto…
Senatore Augello, il governo che non c’è assomiglia al ‘governo Sanremo’ nel senso che Renzi se la canta e se la suona? «Non aiutano alcuni elementi paradossali: l’intervista della 'Zanzara' a Barca è il più straordinario scoop sul governo in formazione dalla storia del dopoguerra». Che segnale è secondo lei? «Non è un bel segnale e ci sono aspetti paradossali: il modo in cui sta nascendo il governo rischia di essere la fiera del paradosso: speriamo che i paradossi siano finiti». Perché sul ministero dell’Economia Renzi incassa tanti no? «La causa di fondo è la caduta reputazionale di Renzi e le personalità che potrebbero far parte dell’esecutivo non hanno la certezza che il premier incaricato faccia un governo che duri, in grado di cogliere gli obiettivi che lui dichiara ufficialmente. Tutto questo induce a prudenza chiunque abbia un ruolo di rilievo nel mondo economico e finanziario». C’è attesa per il faccia a faccia di oggi tra Renzi e Alfano. Le posizioni restano distanti: cosa c’è da aspettarsi? «Noi non siamo né adiacenti né distanti. Abbiamo un giudizio molto negativo sul modo in cui si è proceduto alla deposizione di Letta, un metodo che non fa bene al clima politico e al paese. La nostra posizione è chiara: siamo disponibili a fare un governo a condizioni che sia un esecutivo alla tedesca. E proprio perché non è l’affidabilità il punto di forza di Renzi – magari sarà stato sfortunato – per noi conta misurare le cose su punti pubblici e ufficiali, direttamente ispezionabili dai cittadini perché messi nero su bianco». Per voi è insufficiente la calendarizzazione di una riforma al mese? «Beh, dire una riforma al mese è come dire una mela al giorno… mi sembrano baggianate propagandistiche. Si tratta di dire con chiarezza cosa vogliamo fare insieme: noi abbiamo un elenco molto chiaro di priorità che avevamo preparato già per l’incontro cone Letta e Renzi che poi non c’è stato, sul quale occorre indicare tempi certi e imprescindibili di realizzazione. Se su questo riusciamo a trovare l’intesa prima, penso che poi tutto il resto sarà più semplice da affrontare». I vostri detrattori, Fi in testa, sostengono che Alfano sta alzando i toni e i termini della questione perché è debolissimo e teme di essere tagliato fuori. Cosa risponde? «Gli ex colleghi di Fi farebbero bene a pensare ai loro problemi, a cominciare dai risultati elettorali in Sardegna. Dovrebbero comprendere che la coalizione di centrodestra senza Ncd non può vincere, anziché concentrarsi sulle sciocchezze e gli insulti alle persone. Credo che i nostri ex colleghi abbiano una tale montagna di problemi che è paradossale vederli così interessati a quelli degli altri». Perché Renzi che può contare su un cotè prestigioso di imprenditori – a giudicare dai sostenitori della Fondazione Open – poi si mostrino così incerti e ritrosi proprio quando il premier avrebbe bisogno di un loro impegno diretto nei ministeri strategici per il rilancio economico del paese? «Il grande dubbio che serpeggia in queste ore è che Renzi non abbia alcuna intenzione di fare un governo delle riforme e di legislatura…». Ma… «Ma che, in realtà, abbia avuto la percezione che la legge elettorale non passasse in parlamento e togliendo di mezzo Letta pensa di realizzarla lui per poi subito dopo andare al voto. Non so quanto questo sospetto sia fondato, ma è comprensibile che una personalità che ha un ruolo importante nel mondo economico e finanziario non rischi la propria immagine in virtù di questo dubbio. Magari, invece, il povero Renzi per una volta è in buona fede, anche se assomiglia molto a quei personaggi collodiani che avevano il problema reputazionale». Sta dicendo che Renzi è come Pinocchio? «Non necessariamente. Tra i personaggi collodiani ci sono il 'Gatto e la Volpe', 'Mangiafuoco', lo stesso 'Pinocchio', tutti preceduti dalla loro reputazione. Per questo noi diciamo facciamo un accordo alla tedesca, così è tutto nero su bianco e nessuno può cambiare idea o tornare indietro».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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