Libia, Chaouki (Pd): "Oggi dalla Casa Bianca vi dico: si tratta di ore o giorni. Italia da sola non reggerà"

18 febbraio 2015 ore 11:41, Marta Moriconi
Libia, Chaouki (Pd): 'Oggi dalla Casa Bianca vi dico: si tratta di ore o giorni. Italia da sola non reggerà'
Il deputato del Pd Khalid Chaouki, membro della commissione esteri e responsabile Nuovi Italiani del Partito Democratico, è a Washington per prendere parte al vertice internazionale contro l’estremismo convocato da Barack Obama. Con la Casa Bianca di sfondo, commenta le parole del ministro degli Esteri Gentiloni, che ha riferito con un'informativa alla Camera sulla crisi libica, e la strategia delle "bombe umane", termine che non gli piace ma che svela una necessità: "L'unica speranza è che quest'Europa si svegli da questa vergognosa assenza e indifferenza". Il tempo a disposizione non è infinito: ha riferito così alla Camera il ministro Gentiloni. E' d'accordo?  "Siamo in una situazione molto rischiosa e con uno scenario che potrebbe peggiorare nelle prossime ore se non nelle prossime giornate. La preoccupazione del ministro Gentiloni è totalmente condivisa e credo sia stato importante aver sollecitato, in sede di Consiglio di Sicurezza, una riflessione urgente, anche perché noi intendiamo esaurire tutte le possibilità politiche prima di imbarcarci in un'ennesima guerra al terrorismo". E cosa si può fare? "E' molto importante ricostruire una coalizione con le varie fazioni libiche che oggi vedono nell'Isis un'entità estranea alla loro storia e alla loro cultura. E penso che l'Italia proprio per la sua storia e per il suo lavoro negli ultimi anni sia la candidata ideale per guidare questo percorso di dialogo politico con gli amici libici, per verificare quali saranno le possibili conseguenze di questa iniziativa". La Comunità internazionale sta facendo abbastanza o ha ragione Gentiloni, va cambiato passo?
Libia, Chaouki (Pd): 'Oggi dalla Casa Bianca vi dico: si tratta di ore o giorni. Italia da sola non reggerà'
Libia, Chaouki (Pd): 'Oggi dalla Casa Bianca vi dico: si tratta di ore o giorni. Italia da sola non reggerà'
"Noi abbiamo seguito con grande interesse il lavoro delle Nazioni Unite  in Libia, a cui l'Italia ha dato e sta dando un gran contributo, ma è evidente che a livello internazionale purtroppo c'è stata una sottovalutazione del quadro libico e delle sue ripercussioni anche nei confronti dei Paesi vicini. Speriamo che con questo dramma delle decapitazioni, la questione libica possa finalmente recuperare uno spazio importante nella riflessione internazionale, perché da lì rischiamo davvero una destabilizzazione di tutta quella regione e un rischio serio e concreto per l'Europa". Oggi di cosa parlerete e con chi?  "Io ho avuto l'onore di essere invitato alla Casa Bianca a un vertice che ha l'obiettivo di studiare in tempi brevissimi una strategia globale per la prevenzione del radicalismo e della propaganda terroristica e quindi una risposta che non sia solo quella militare o di intelligence, ma anche culturale, religiosa, studiando un'alleanza vera con i popoli che vivono oggi il mondo islamico. Sono qui in qualità di esperto, lo dico tra virgolette, e siamo un gruppo di lavoro competente per discuterne. Domani ci sarà un vertice più ampio e congiunto con i governi, ci sarà anche il ministro Alfano, e ci si sarà un confronto anche con i governi dei Paesi islamici a 360°. Costruiamo un'alternativa vera per contrastare l'Isis". Qui in Italia, oggi, si parla della strategia dell'Isis di combatterci con "bombe umane", facendo riferimento agli sbarchi come arma di disordine e di attacco. Cosa deve fare il governo? Chiudere le frontiere?  "Starei attento con i termini prima di tutto. Stiamo parlando comunque di persone in fuga dalle persecuzioni, dalla stessa Libia fino alla Nigeria. Rischiano di essere vittime due volte. E' gente che rischia la propria vita ancora di più. Il fatto che il commissario Mogherini abbia chiesto un vertice immediato sull'immigrazione, dice chiaramente che noi non possiamo più rispondere a queste problematiche da soli. O l'Europa si prende la responsabilità di sostenere il nostro Paese in un quadro di gestione dei flussi, altrimenti davvero l'indignazione non potrà più bastare. L'unica speranza è che questa Europa si svegli da questa vergognosa assenza e indifferenza. L'Italia da sola non potrà mai reggere, ancora di più oggi, di fronte a questi mercanti di morti che potrebbero adottare i flussi migratori come arma di pressione contro di noi". Parliamo delle nostre aziende là. Ci saranno conseguenze per le forniture di gas? E un eventuale peggioramento della situazione quali effetti avrebbe? "Noi abbiamo già assistito a un drastico calo di importazione di gas e petrolio dalla Libia, ma gli stessi libici non hanno alcun interesse a l'instabilità totale perché si toglierebbero il principale elemento di sostegno economico che è proprio quello di esportare petrolio soprattutto al nostro Paese, che è il loro primo cliente. L'Italia in questo momento può ritenersi anche indipendente rispetto alla fornitura libica nel breve termine. Ma è chiaro che per il bene nostro e loro è fondamentale la relazione che c'è tra noi dopo anni di investimenti. Ed è proprio per questo che dobbiamo, come Italia, prestare molta attenzione al futuro della Libia: per recuperare una cooperazione storica e ancora più necessaria".  
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